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“Napolitano ha ancora la scorta!”. Chi grida allo scandalo che non c’è

Protezione per tutti, anche per chi potrebbe farne a meno. Ma prendersela con l'ex Presidente della Repubblica pare francamente stonato

In questi giorni l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è sotto attacco per via di una vacanza presso il soggiorno militare di Cecina e perché, nell’occasione, si è “scoperto” che alcune cariche istituzionali, tra cui la sua, mantengono la scorta dopo il termine del mandato.

Chi ha occasione di transitare in qualunque momento della giornata per Piazza Venezia a Roma avrà il piacere di sentire con molta frequenza il suono delle sirene di una delle circa seicento Volkswagen Passat attribuite ad altrettante persone al momento sotto scorta in Italia e per la maggior parte concentrate nel Lazio.

Ai volti più noti dei ministri si aggiungono quelli di meno conosciuti sottosegretari o ex segretari di partito, sconosciuti sindacalisti o ex sindacalisti, presidenti di commissione o ex presidenti di commissione.

Se poi si entra nel campo dei testimoni di giustizia – o, anche qui, degli ex testimoni di giustizia e loro famigliari – la visibilità viene data proprio dal fatto di avere la scorta.

La moglie di Massimo Ciancimino, l’inattendibile super testimone per la trattativa Stato-mafia, nessuno avrebbe mai saputo chi fosse e ancor meno che volto potesse avere, se non per il gran trambusto che generava la sua scorta all’ingresso in un ristorante.    

Non si vuole con questo articolo contestare la procedura adottata dall’UCIS (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale) per l’assegnazione delle scorte, ci mancherebbe altro.  Esso è composto da alti dirigenti della Polizia di Stato o dei Carabinieri e raccoglie e analizza le informazioni relative alle situazioni personali a rischio che pervengono dal Comitato centrale per l’ordine e la sicurezza pubblica o dalle Prefetture.

L’uso che poi ciascun scortato fa del beneficio acquisito è un altro paio di maniche.

Si va dalla assoluta discrezione del Procuratore antimafia Cafiero de Raho – che lo si vede in noto supermercato del centro con i pacchi di pasta in mano, neppure immaginando di adibire a compiti non dovuti i propri uomini di scorta – a chi nel passato un aiutino per la spesa se lo faceva dare.

L’utilizzo delle sirene, inoltre, è tale che purtroppo quando davvero è finalizzato al soccorso, il rischio che gli automobilisti esasperati dalle dubbie esigenze non lascino il passo è alto.

In questo contesto, le critiche relativa alla scorta assegnata all’unico ex Presidente della Repubblica in vita appaiono davvero stonate.

È l’unica carica cui spetta analogo trattamento anche in Paesi indicati come esempio di sobrietà, quali Germania e Francia.

Anche la questione del soggiorno militare sembra priva di fondamento e chi l’ha sollevata forse dimentica che il Presidente della Repubblica è il capo supremo delle Forze armate, il quale, se si accontenta del sobrio alloggetto tipico di un soggiorno militare, ne ha diritto al pari di tutti gli ex appartenenti al mondo militare. Peraltro con sommo gradimento del soggiorno stesso!

Sandro Pertini, non certo ricordato per essere un dissipatore di denari pubblici, sino agli ultimi anni della sua vita trascorreva i suoi periodi di vacanza presso il Centro addestramento alpino dei Carabinieri. Stanzetta monacale, vitto altrettanto.

Suvvia, un Paese che tollera e reputa coerente la scorta a Maria Elena Boschi potrebbe anche esimersi dal criticare che al vecchio Napolitano venga assicurata adeguata protezione, peraltro, nel caso specifico, sempre molto garbata.

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