SICUREZZA DIGITALE

Mandami un bitcoin e te ne restituisco due: ecco spiegata la storia degli hacker su Twitter

Merito dei banditi fantasiosi o colpa di chi in Rete crede ai miracoli e si fa buggerare?

Sono stati violati gli account di VIP come Joe Biden, Elon Musk, Bill Gates e Barack Obama, nonché di aziende leader del rispettivo mercato come Uber e Apple.

Tramite quei profili sono state perpetrate una serie di sbalorditive truffe cui naturalmente hanno abboccato gli immancabili creduloni.

Chi si è sostituito a personaggi e colossi del business hi-tech ha fatto credere che fosse in atto la più munifica operazione di “riparazione sociale”. In pratica i profili “famosi” dichiaravano di essere pronti a restituire raddoppiate le somme che utenti sprovveduti avrebbero versato loro attraverso l’inoltro di denaro in criptovaluta. Una sorta di “manda un bitcoin e te ne restituisco due”.

Mentre non sorprende che gli hacker siano riusciti a carpire le credenziali di accesso di soggetti illustri e – grazie alle password ottenute illegalmente – abbiano raggiunto milioni di followers con messaggi fasulli, lascia sbigottiti il fatto che qualcuno abbia potuto credere ad una simile idiozia e si sia affrettato a spedire importi in cryptovaluta nel ristretto arco di tempo di mezz’ora messo a disposizione dai malfattori.

Qualche utente – più cretino degli altri – gongolava al pensiero di essere riuscito a fare il proprio versamento dopo i fatidici trenta minuti, senza pensare che quel pagamento (ovviamente infruttifero e …a fondo perduto) sarebbe stato accettato anche il giorno dopo.

La corsa a farsi fregare ricorda le pagine del Collodi in cui Pinocchio – su suggerimento del Gatto e della Volpe – seppellisce i propri soldi per ottenere un albero carico di monete.

Purtroppo chi non ha letto le favole da piccolo, finisce con il credere a quelle che trova su Internet e ne paga le conseguenze….

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