CITTADINI & UTENTI

Di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza

Abbiamo fornito i nostri dati personali a tutti e per qualunque ragione, solo adesso ne comprendiamo il valore. Si può tornare indietro?

Alla fine non ho resistito! Immuni, Google, App anti-Covid, Facebook, Twitter, Instagram, Sky, operatori della telefonia fissa e mobile, Amazon, Aliexpress, Wish, Zalando etc., l’elenco potrebbe durare non so quanto. Tutti ormai a parlare di sicurezza dei dati, di riservatezza, di pericolo di colonialismo (scusa Umberto), della privacy ed altre amenità più o meno roboanti! Ma di cosa stiamo parlando?

Come molti sanno (io l’ho verificato prima di scrivere queste poche righe, per evitare brutte figure oltre quelle che normalmente faccio) il termine deriva dal latino sine cura = senza preoccupazione! Dopo che da anni abbiamo fornito i nostri dati personali a tutti e per qualunque ragione, firmando poi dei fogli scritti in corpo 2, talmente piccolo da richiedere l’ausilio del microscopio elettronico, ora ci accorgiamo che sono importanti perché costituiscono il nostro patrimonio personale di vita, conoscenze, amicizie, affetti, errori, vizi, verità inconfessabili.

Dichiaro subito di non avere soluzioni né proposte, ma solo una richiesta a tutti coloro che sanno ogni cosa e che hanno la risposta giusta. Come si fa a tornare indietro e coinvolgere in quest’opera tutti, i più giovani ed i più anziani, i più istruiti e quelli meno, tutti coloro che hanno fornito i loro dati a supermercati, negozi vari, profumerie, farmacie, per ottenere tessere di raccolta punti ed offerte vantaggiose?

L’opzione format C: per i comportamenti delle persone non è prevista. Ognuno di noi riceve telefonate da fornitori di energia, gas, pay tv, telefonia, trading etc., che possiedono i nostri dati ed in pochi sanno come bloccarli e comunque non ci riescono.

Ripeto: di cosa stiamo parlando? Si facciano avanti coloro che hanno proposte concrete, realizzabili su scala nazionale e che riguardino soprattutto i soggetti più deboli ed abbiano costi ragionevoli non a carico di chi, il cittadino, queste cose le ha subite.

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