STRATEGIE

Dalla parte dell’OMS

Oggi gli Usa rivolgono all'Organizzazione Mondiale della Sanità una serie di accuse. Ma non è la prima volta

Povero Trump. Ci fosse una volta che riesca a essere originale nelle sue clamorose decisioni. L’ultima, in ordine di tempo, è il ritiro degli USA dall’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, notizia alla quale Infosec ha dato ampio spazio con gli articoli di Manuel Avaro e di Manuel Di Casoli.
Perché è già accaduto che gli Stati Uniti abbiamo fatto lo stesso. Anno 1984. Amministrazione Reagan. Motivazioni? Indovinate un po’: le stesse di Trump: cattiva gestione, corruzione, utilizzata a vantaggio degli interessi della… Unione Sovietica. Non Repubblica Popolare della Cina.

Oggi gli Stati Uniti rimproverano all’OMS la cattiva gestione dell’epidemia, della copertura della diffusione del virus, il fatto che l’OMS non abbia inviato esperti medici e un avvicinamento eccessivo alla Cina. Quindi congela i finanziamenti.
Da notare che il 7 febbraio scorso, l’amministrazione suggeriva di tagliare il contributo degli Stati Uniti, circa $400 milioni all’anno, della metà come parte dei tagli di $3 miliardi ai finanziamenti sanitari globali statunitensi su tutta la linea.

Domanda retorica: sarà un caso che fino a tutto febbraio 2020 Trump avesse lodato e apprezzato OMS e Cina per come stavano gestendo la crisi Covid-19 per poi condannarli senza appello in aprile?

Le accuse contro l’OMS vengono mosse da un governo che ha minimizzato il rischio COVID-19 per molto tempo: il primo negli Stati Uniti è del 21 gennaio 2020, arrivato direttamente da Wuhan. Mentre la strategia definita dall’OMS era di massima trasparenza e allerta per mantenere visibile la catena di trasmissione tra i casi e prevenire la diffusione del virus. Le relazioni giornaliere pubblicate dall’OMS sulla situazione negli Stati Uniti dal 20 gennaio 2020 è stata attività assai poco gradita, anche perché rende non più possibile raccontare storie quando sono stati registrati 2,8 milioni di casi e 130mila decessi (dati Università Johns-Hopkins), quando si hanno 57mila nuovi casi in un solo giorno (3 luglio 2020).

Eppure Donald Trump continua a minimizzare la gravità della situazione. Sabato 4 luglio dichiara: “Abbiamo fatto grandi progressi. La nostra strategia funziona bene”, convinto che un trattamento o un vaccino sarà disponibile “prima della fine dell’anno”.
Sicuramente prendersela con l’OMS fa parte della sua strategia che funziona bene. Ecco, in sintesi i capi di accusa.

Accusa 1.
L’OMS non è stata in grado di ottenere , valutare e condividere le informazioni relative alla pandemia coronavirus in modo trasparente e celere”

Tema detto e ripetuto in modo periodico dall’ottimo Trump. Nella sua lettera del 18 maggio scorso al direttore dell’OMS, Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che l’OMS ha “in modo consistente ignorato rapporti credibili sulla diffusione del virus nel Wuhan della prima metà del dicembre 2019, e anche precedenti, inclusi rapporti pubblicati dal Lancet medical journal”. Peccato che il direttore responsabile del Lancet, Richard Horton,  ha scritto il giorno dopo una lettera in risposta, dichiarando:  “Il Lancet non ha pubblicato nessun rapporto nella prima metà del dicembre 2019 su un virus che si stava diffondendo nel Wuhan. I primi rapporti, di scienziati cinesi, sono stati pubblicati il 24 gennaio 2020”.
L’OMS, in risposta a questo capo di accusa, ha risposto di avere agito in maniera corretta e in accordo con le informazioni ricevute dalla Cina, condividendole con la comunità medica e scientifica a livello globale, inclusa quella statunitense. L’OMS afferma di essere stata informata dalle autorità cinesi di una “polmonite da causa sconosciuta” il 31 dicembre 2019.
Il 4 gennaio tale informazione è stata motivo di avviso su tutti i social media utilizzati dall’OMS: #China ha informato l’OMS di un cluster di casi di polmonite -senza decessi-  in Wuhan, provincia dell’Hubei”.
Il 5 gennaio l’OMS con un comunicato ufficiale afferma di avere chiesto maggiori informazioni alle autorità cinesi.
Il 12 gennaio la Cina ha condiviso la sequenza genetica del nuovo coronavirus.
Il 20-21 gennaio un team di esperti dell’OMS visita Wuhan che, il giorno seguente, con un comunicato ufficiale, descrive quanto riscontrato.
Il 28 gennaio il Direttore dell’OMS si reca a Pechino per discutere della diffusione della malattia con i vertici cinesi.
Alla fine di gennaio 2020 l’OMS dichiara la malattia emergenza sanitaria a impatto globale.

Accusa 2.
“Fino a metà gennaio 2020, ha ripetuto a pappagallo… l’idea che non ci fosse trasmissione da persona a persona nonostante… chiara evidenza del contrario”.

Il 14 gennaio, l’OMS ha mandato un tweet affermando: “Investigazioni preliminari condotte dalla autorità cinesi non hanno trovato chiara evidenza di trasmissione da persona a persona”.
Lo stesso giorno, la responsabile dell’unità Malattie emergenti dell’OMS, Maria van Kerkhove, sembra contraddire il tutto suggerendo ai giornalisti che una “limitata trasmissione da persona a persona” è stata osservata a Wuhan”. Tuttavia sottolinea che non è disponibile una chiara evidenza di  “sostenuta” trasmissione fra umani.
Bisogna attendere il 22 gennaio perché l’OMS dia conferma di chiara evidenza di trasmissione da persona a persona a Wuhan.
L’OMS ha fermamente negato di avere ritardato di rendere pubblica tale evidenza a seguito di una richiesta cinese.

Accusa 3.
“L’OMS ha una preoccupante mancanza di indipendenza dalla Cina”.

Nella già menzionata lettera del 18 maggio 2020 al capo dell’OMS, Mr. Trump accusa l’organizzazione di essere troppo vicino alla Cina, non riuscendo a rimanere obiettiva nella gestione dell’epidemia.
Vero che l’OMS abbia elogiato pubblicamente la risposta della Cina allo scoppio del coronavirus e il suo “impegno per la trasparenza”. A dire del dott. Michael Ryan dell’OMS perché si volevano mantenere aperte le linee di comunicazione.
Dichiarazioni che hanno fatto “inquietare” il presidente degli Stati. Chissà perché… visto che lui stesso aveva fatto lo stesso: “La Cina ha lavorato molto duramente per contenere il Coronavirus. Gli Stati Uniti apprezzano molto i loro sforzi e la trasparenza. Andrà tutto bene. In particolare, a nome del popolo americano, voglio ringraziare il presidente Xi !”.

A rafforzare questo capo di accusa si parla anche dell’indebita influenza di Pechino sull’OMS causa Taiwan.
Il problema è che Taiwan, non riconosciuta dall’ONU, non è membro dell’OMS che, tuttavia, afferma di impegnarsi con Taiwan e di condividere informazioni con essa.
Taiwan ha dichiarato di aver lanciato l’allarme per la possibile diffusione del virus da uomo a uomo alla fine di dicembre dopo che alcuni dei suoi scienziati avevano visitato Wuhan, ma i suoi avvertimenti sono stati ignorati o non presi sul serio.
Eppure, le prove pubblicate finora mostrano che gli scambi di Taiwan con l’OMS non menzionano specificamente la trasmissione da uomo a uomo.

Accusa 4.
“Una delle decisioni più pericolose … dell’OMS è stata … opporsi alle restrizioni di viaggio. In realtà ci hanno osteggiato.”

Il 2 febbraio 2020 gli Stati Uniti hanno introdotto limitazioni per i viaggi dalla Cina e da altri paesi dopo avere fornito in data 10 gennaio 2020 consigli che non raccomandavano restrizioni di viaggio internazionali in risposta al virus.
Non ci sono evidenze di critiche in merito da parte dell’OMS. Nessuna. Sarebbe stata una vera prima volta. Così insolita da non essere credibile.  
A dire il vero, il 29 febbraio l’OMS ha emesso delle raccomandazioni in merito al traffico internazionale, affermando che:  

“In generale, l’evidenza mostra che limitare la circolazione di persone e merci durante le emergenze di salute pubblica è inefficace nella maggior parte delle situazioni e può deviare le risorse da altri interventi. Inoltre, le restrizioni possono interrompere gli aiuti necessari e il supporto tecnico, possono interrompere le imprese e possono avere effetti sociali ed economici negativi sui paesi interessati. Tuttavia, in determinate circostanze, misure che limitano la circolazione delle persone possono rivelarsi temporaneamente utili, ad esempio in contesti con poche connessioni internazionali e capacità di risposta limitate.
Le misure di viaggio che interferiscono in modo significativo con il traffico internazionale possono essere giustificate solo all’inizio di un focolaio, in quanto possono consentire ai paesi di guadagnare tempo, anche se solo pochi giorni, per attuare rapidamente misure di preparazione efficaci. Tali restrizioni devono basarsi su un’attenta valutazione del rischio, essere proporzionate al rischio per la salute pubblica, essere di breve durata ed essere riesaminate regolarmente all’evolversi della situazione.
I divieti di viaggio nelle aree interessate o il rifiuto di ingresso ai passeggeri provenienti dalle aree interessate non sono in genere efficaci nel prevenire l’importazione di casi, ma possono avere un impatto economico e sociale significativo. Dalla dichiarazione dell’OMS di un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale in relazione a COVID-19 e dal 27 febbraio, 38 paesi hanno segnalato all’OMS ulteriori misure sanitarie che interferiscono significativamente con il traffico internazionale in relazione ai viaggi da e verso la Cina o altri paesi , che vanno dal rifiuto di ingresso dei passeggeri, alle restrizioni sui visti o alla quarantena per i viaggiatori di ritorno. Diversi paesi che hanno negato l’ingresso di viaggiatori o che hanno sospeso i voli da e verso la Cina o altri paesi interessati, stanno ora segnalando casi di COVID-19”.
Non pare esser una critica nei confronti delle decisioni dell’amministrazione Trump.

Riassumendo. L’affermazione di Trump e dei suoi sostenitori secondo cui l’OMS è stata lenta a mettere in guardia dal rischio di trasmissione da uomo a uomo e che non ha esaminato in anticipo la trasparenza cinese, non è “ampiamente” confermata dalle prove.
L’orientamento tecnico dell’OMS pubblicato all’inizio di gennaio ha messo in guardia dal rischio di trasmissione da uomo a uomo e l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale il giorno prima che Trump avesse annunciato il suo parziale divieto di voli dalla Cina.

Sembra che Trump abbia seguito un corso di strategia, molto di base. Suo obiettivo trovare altri da incolpare del modo in cui ha gestito (sic!) l’epidemia di coronavirus, incluso il chiamarlo “virus cinese”; prendersela con la precedente amministrazione Obama e mettere sotto accusa  i governatori degli stati dell’Unione. Lui, ovviamente, ha fatto tutto giusto.
A chi legge la cura di verificare se le accuse qui esposte siano o meno accettabili e, nel caso, emettere il proprio verdetto.
Comunque, cos’è l’OMS, che fa, chi paga?
L’OMS è un’agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1948, ispirata dalle conferenze sanitarie internazionali del 19° secolo istituite per combattere le malattie trasmissibili come il colera, la febbre gialla e la peste, come ente sanitario mondiale delle Nazioni Unite con il mandato di promuovere la salute globale, proteggere dalle malattie infettive e servire i più vulnerabili. 
L’organizzazione è composta e gestita da 194 stati membri. Ogni stato membro sceglie una delegazione di esperti e leader sanitari per essere rappresentato in seno all’Assemblea mondiale della sanità, organo decisionale e di programmazione.
Gli stati membri controllano direttamente la direzione e l’orientamento dell’organizzazione: l’assemblea nomina il direttore generale, fissa programmi e priorità, esamina e approva il bilancio e altro ancora. 
L’OMS ha circa 7mila collaboratori di oltre 150 paesi fra cui medici, scienziati, esperti del settore sanitario e farmaceutico. Ha sei strutture organizzative regionali e più di 150 uffici in tutto il mondo. Il personale sul campo lavora con le autorità locali per fornire assistenza e assistenza sanitaria.
Il quartier generale dell’Organizzazione mondiale della sanità è a Ginevra e il suo programma attuale prevede di estendere l’assistenza sanitaria universale a un miliardo di persone in più, proteggendo un altro miliardo dalle emergenze sanitarie e fornendo a un ulteriore miliardo di persone una migliore salute e benessere.
L’OMS funge da stanza di compensazione per indagini, dati e raccomandazioni tecniche sulle minacce emergenti di malattie come il coronavirus e l’Ebola.

Nei 70 anni dalla sua fondazione, l’OMS ha aiutato a eradicare il vaiolo, combatte senza sosta la malaria -228 milioni di casi e 405mila decessi nel 2018, da confrontare co i 12.424.398 casi e 558.158 decessi da Covid-19-,  ha ridotto del 99 per cento i casi di poliomielite; è stata in prima linea nella battaglia contro l’Ebola. Sta aiutando a combattere la febbre Dengue nei paesi tropicali e nel sud-est asiatico -endemica in 110 paesi- fornendo alle cliniche locali e ai ministeri della salute formazione, attrezzature, aiuti finanziari e risorse comunitarie. Mentre il ruolo dell’OMS nelle malattie emergenti è più familiare nei paesi sviluppati con i sistemi sanitari più resilienti, il suo coinvolgimento pratico è molto più marcato nel sud del pianeta, dove opera per espandere l’assistenza sanitaria di base, sostenere la vaccinazione e dare supporto, attraverso i suoi programmi di emergenza, a sistemi sanitari deboli e spesso stressati. Cronicamente sotto finanziato, il budget 2018-19 dell’OMS era di $4,8 miliardi, che sono diventati $5,7 miliardi quando sono state incluse le emergenze.

Le maggiori critiche nei confronti dell’OMS, comuni ad altre agenzie ONU, riguardano l’eccessiva burocrazia, la politicizzazione e la dipendenza da alcuni importanti donatori.
Parliamo di denaro quindi.
Bilancio biennale 2020-2021: circa 4,8 miliardi di dollari. L’OMS è finanziata da diverse fonti: organizzazioni internazionali, donatori privati, fondazioni, imprese, stati membri e dalla sua organizzazione madre, le Nazioni Unite.
Ogni stato membro è tenuto a pagare per far parte dell’organizzazione; queste quote, denominate “assessed contribution” (quote associative) sono calcolate in base alla ricchezza e alla popolazione di ciascun paese. Rappresentano circa un quarto del finanziamento totale dell’OMS. Il resto dei tre quarti proviene principalmente da “contributi volontari”, ovvero donazioni da parte di Stati membri o partner.

I “contributi totali” all’OMS che comprendono assessed contribution e contributi volontari, dei principali paesi, bilancio 2018-2019, in milioni di dollari, ammontano a :

• Stati Uniti:            893

• Regno Unito:       435

• Germania:            292

• Giappone:            214

• Cina:                    86

• Francia:               76

• Russia:                57

Di tutti i paesi, gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale donatore; nel ciclo di finanziamento biennale dal 2018 al 2019, ha donato 893 milioni di dollari. La maggior parte di questa cifra è stata data volontariamente: $237 milioni come quota associativa e altri  656 milioni sotto forma di donazioni.
Le donazioni USA rappresentano il 14,67% di tutti i contributi volontari erogati a livello globale.
Il donatore privato più importante dell’OMS è la Bill and Melinda Gates Foundation, che ha donato $531 milioni.
L’importo che i paesi decidono di contribuire in aggiunta alle loro quote obbligatorie varia significativamente in base alla nazione. Il Regno Unito, ad esempio, dà volontariamente $335 milioni – circa otto volte la sua quota associative pari a $43 milioni. Circa l’80% del contributo della Germania è volontario.
Nel caso cinese, solo il 12% dei contributi è volontario tra il 2018 e il 2019, mentre meno di un terzo dei pagamenti della Francia sono volontari.

L’Italia? Di certo non siamo fra i primi venti. Vedi grafico che segue…

L’entità dei contributi economici del nostro paese non l’ho trovata nonostante molto cercare nell’oceano digitale. Si trovano solo le roboanti e opportunistiche, quindi politiche, dichiarazioni del molto onorevole Matteo Salvini: “Io spero che il ministro degli Esteri venga quanto prima in aula a dirci qual è la posizione dell’Italia” anche “sui silenzi dell’Organizzazione mondiale della Sanità, a cui chiedo vengano rimessi in discussione i contributi della Repubblica italiana se non tutela la sanità dei cittadini italiani”. Chissà se a lui è dato di spere quanti e quali siano tali contributi…
Afferma anche: “Sulle responsabilità cinesi e sulla diffusione del virus, penso e spero che ci uniremo alla richiesta di una commissione di inchiesta per capire chi ha fatto e chi non ha fatto cosa”, è l’auspicio del leader della Lega. Commissione di inchiesta italiana sulle responsabilità cinesi e sulla diffusione del virus? Interessante proposta, sempre che sia qualificabile come tale… Bene così.

Dal 2000 le entrate dell’Oms sono raddoppiate, ma solo grazie alla crescita esponenziale dei fondi volontari. Il che, secondo alcune critiche, rende l’Oms suscettibile all’influenza dei vari Stati e soggetti finanziatori in base alle loro capacità politica e alla loro forza finanziaria. Tema ripreso da Donald Trump, per l’appunto, forse senza rendersi conto che proprio gli Stati Uniti vengono percepiti come detentori di un’influenza fuori misura. Da ricordare come, negli anni della Guerra Fredda, l’Unione Sovietica e i suoi alleati lasciarono l’OMS per un certo numero di anni perché pensavano che gli Stati Uniti avessero influenzato troppo l’organizzazione. Quanta originalità in chi critica il rapporto dell’OMS con la Cina, data la crescente ricchezza e potere di Zhōngguó (( 中国 letteralmente “Regno di mezzo”, ufficialmente Repubblica Popolare di Cina (中华人民共和国, Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó))!

Il 24 aprile 2020 più di mille organizzazioni e soggetti privati, comprese organizzazioni e imprese attive nella sanità , esperti vari, medici, di tutto il mondo hanno scritto alla Casa Bianca chiedendo all’amministrazione USA di tornare sulla decisone di lasciare l’OMS.
Senza l’OMS non si può mettere sotto controllo il Covid-19, affermano.

“Gli Stati Uniti non possono eliminare questo pericoloso virus né dal proprio territorio, né nel mondo, senza l’OMS”.

“L’OMS è la sola organizzazione con le capacità tecniche e mandato globale a supporto delle risposte dei sistemi di salute pubblica di tutti i paesi in questo tempo di crisi”.

La Casa Bianca non ha risposto.
Visto quanto sopra riportato, lette le diverse opinioni, valutate la sua visione, missione e obiettivi nonché il budget, io sto con l’OMS.

Voi?

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