NEWSSPECIALE CORONAVIRUS

Covid-19, cosa sta davvero succedendo negli USA?

La fase due sembra non aver funzionato, ma gli Stati Uniti devono prestare attenzione anche all'economia

I numeri parlano chiaro: la cosiddetta fase due, negli Stati Uniti non ha funzionato come auspicato.

In questo momento, il Paese – come del resto il mondo intero – deve affrontare due grosse sfide: la lotta al virus e il mantenimento del benessere economico.

Applicando misure risolutive di puro carattere economico, il numero di contagi aumenta, mentre prestando attenzione in maniera esclusiva al pericolo dettato dalla pandemia, il brutto fantasma della depressione comincia a fare capolino.

Ogni Paese ha adottato la sua variante metodologica di mitigazione del rischio. Alcune nazioni sono ancora in lockdown mentre altre sono tornate alla quasi normalità ma la verità, checché se ne dica, è alquanto semplice.

Per molti versi il Covid-19 rimane un mistero, mentre l’unico metodo “provato in battaglia” in grado di fornire drastici immediati risultati, il lockdown, ha una controindicazione non trascurabile: distrugge l’economia con una velocità travolgente.

Quindi, nella palese impossibilità di assegnare priorità a uno dei due fattori di rischio, appare opportuno adottare metodologie di compromesso, anche se è giusto ammettere che vista la moltitudine di incognite presenti nell’equazione, la soluzione, ammesso che esista, rimane anch’essa un’incognita.

La metodologia americana del “un colpo al cerchio e uno alla botte” – applicata tramite la rianimazione clinica di un’economia in crisi e la divulgazione di raccomandazioni “light” ai fini di un controllo del virus non eccessivamente penalizzante per il sistema produttivo e di consumo – aveva come obiettivo l’entrata nella stagione estiva con meno contagi ed un’economia fuori dalla sala di rianimazione.

In molti, infatti – comunità scientifica in testa – prevedevano un attenuamento della curva virale con l’arrivo delle temperature calde.  Ciò purtroppo non è successo neppure in stati come il Texas o l’Arizona, dove le temperature medie per questo periodo dell’anno non sono troppo distanti dai 30 gradi.

Finito il periodo di lockdown, il Paese ha rimesso parte delle responsabilità nelle mani del valore etico individuale. Limitazioni a grossi assembramenti, consigliate ma non imposte. Negozi e ristoranti aperti, anche se con distanze consigliate. Lo stesso per l’uso delle mascherine nei locali pubblici. Consigliato ma non imposto.

Ma se il cittadino americano ha un senso del sociale piuttosto sviluppato, i profondi gap politici aperti nell’ultima decade hanno intorbidito la sua anima politica ed il suo proverbiale pragmatismo.

L’uso delle mascherine, quando facoltativo, è stato spesso dettato dalla corrente politica di appartenenza. Entrando in un qualsiasi “Home-Depot” il mese scorso, era infatti possibile eseguire un accurato ballottaggio nel giro di minuti. Bastava contare i clienti che indossavano la mascherina e compararli a quelli a volto nudo. Paradossalmente, i media avevano creato la sensazione che la destra fosse contraria al suo uso. Così l’atteggiamento verso la “precauzione facciale” si è trasformato rapidamente in una lotta partigiana tra la destra, rappresentata dagli amanti della libertà allergici alle direttive imposte, e la sinistra dei salutisti, più attenti al contagio e alla prevenzione.   

Il sempre più profondo divario emotivo tra le due fazioni politiche ha finito così col generare risposte anch’esse emotive di fronte ad una pandemia che invece appare sottolineare a squarciagola l’importanza di una risposta organica e compatta.

La nota positiva, a dispetto del costante incremento del numero di contagi, è la continua diminuzione dei decessi, indice che in questi ultimi mesi si è imparato perlomeno a controllare la letalità del virus.

Inoltre la situazione economica appare in ripresa, anche se seriamente minacciata dall’impennata virulenta di questi giorni. Bloomberg, in un articolo di Reade Pickert, Yue Qiu ed Alexander McIntyre del 29 giugno, riportava che “da settimane il pannello di controllo continua a riflettere un modesto miglioramento incrementale attraverso un numero di ‘indicatori’ che comprende confidenza del consumatore, diminuzione di richiesta di assistenza per la disoccupazione e prenotazioni su voli di linea e ristoranti… ma un aumento record del numero dei nuovi contagi minaccia di comprometterne l’inerzia”.

Ancora una volta si è quindi deciso di “riaggiustare la mira” delle misure antivirus.

Da venerdì scorso, l’uso di mascherine è obbligatorio, in Texas come in molti altri stati, ed il cittadino ne è direttamente responsabile con multe che arrivano ai 250 dollari a persona. Bar chiusi, capienza dei ristoranti ridotta dal 75 al 50%.
Tutto sommato, le prossime settimane saranno decisive per verificare l’efficacia delle nuove “terapie”.

L’ultimo chiaro messaggio della Casa Bianca non lascia dubbi “Dobbiamo imparare a vivere col virus”.

Back to top button
Close
Close