CAMPANELLO DI ALLARME

Le misteriose esplosioni nei cieli dell’Iran

Mentre la Cina rinforza i cyber-reggimenti, in Iran si registra un'esplosione a un sito nucleare forse in seguito ad un attacco informatico. Siamo di fronte a STUXNET 2?

Venti di guerra nel cyberspazio. Ne abbiamo scritto di recente su questo magazine, a proposito dell’escalation in corso in Cina sul fronte cyber-warfare.  Ma la notte del 26 giugno si è verificata un’esplosione che ha illuminato i cieli di Teheran.

L’incidente, se di tale si tratta, è stato registrato a Khojir, 40 km a est dalla capitale, dove si trova un complesso di produzione di missili strettamente collegato alla base militare di Parchin. A Khojir vengono prodotti tra l’altro combustibili liquidi e solidi. L’area industriale e militare di Khojir appartiene all’Shahid Hemmat Industrial Group.

Gli edifici principali del complesso, dove vengono prodotti i missili, non sembrano aver riportato danni. In contemporanea, a Shiraz un incendio alla centrale elettrica ha lasciato al lungo la città al buio.

Il 2 giugno è stata riportata un’esplosione con incendio anche nel complesso di arricchimento di Natanz, a circa 300 km a sud di Teheran. Anche questo sito è collegato alla ricerca e alla produzione nucleare iraniana. Secondo il giornale israeliano IntelliNews, il danno alla centrale nucleare di Natanz, in cui venivano condotti esperimenti su centrifughe avanzate, è maggiore di quanto riportato nella documentazione fornita dall’Iran, adesso impegnata a indagare sulle cause e su possibili manomissioni. Nelle foto dell’edificio (riportata sul loro profilo Twitter) si possono identificare i danni causati dall’incendio e intuire che il fuoco sia precisamente partito nella parte sotterranea (ovvero le aperture di ventilazione).

Sul sito Arab News leggiamo due possibili spiegazioni a quanto avvenuto: si tratterebbe di un sabotaggio da parte di Israele oppure di un costoso errore del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Nello stesso articolo, è riportato il commento di Eloise Scott, analista presso Sibylline LTD di Londra, secondo cui ambedue le spiegazioni potrebbero creare grossi imbarazzi al regime di Teheran e quindi sarebbero meritevoli di essere insabbiate. Secondo alcuni analisti, potrebbe essere una risposta israeliana alla campagna di attacchi da parte dell’Iran ai suoi sistemi di approvvigionamento idrico avvenuti ad aprile. Questi attacchi sono stati definiti dal governo israeliano “contrari ad ogni codice di guerra”. Nethanyau alla fine di Gennaio 2019, intervenendo alla CyberTech conference, aveva chiarito la posizione israeliana sul cyber-warfare. Yigal Unna, che dirige il National Cyber Directorate, il 28 maggio ha dichiarato al Times of Israel: “Cyber winter is coming e sta arrivando anche più velocemente di quanto mi aspettassi, stiamo vedendo solo l’inizio”..

Tra gli analisti, secondo quanto riportato da Forbes, non c’è ancora accordo se si sia trattato di un atto di sabotaggio classico o di un Cyber Kinetic Attack, ma certamente questa notizia ricorda da vicino le situazioni di cyber-guerra descritte nel libro Sandworm di Andy Greenberg.

Gli incidenti di natura simile in Iran stanno continuando ad accadere a un ritmo serrato: Una nuova esplosione si è verificata nel pomeriggio del 4 luglio nella Power martyr Mdhj Zargan ad Ahvaz, il capoluogo della regione del Khuzestan nel sud del Paese. Secondo Repubblica, “fonti legate all’opposizione iraniana sostengono che la centrale di Ahvaz fornisca elettricità alla vicina centrale nucleare di Darkhovin, uno degli impianti più recenti, mai ispezionato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica”. Questi strani “incidenti” in Iran si stanno intensificando, ad esempio  sempre il 4 Luglio, il ministero del Petrolio Iraniano ha diffuso la notizia di una fuoriuscita di cloro presso un’unità di un impianto della Karoon petrochemicals nel sud est dell’Iran, vicino alla costa del golfo Persico. Il 9 maggio il porto di Shahid Rajaee, che controlla lo stretto di Hormuz, è stato paralizzato da un attacco informatico. Secondo il New York Times, l’attacco è stato condotto da Israele

Ha collaborato Joseph Toaff

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