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Nubi atomiche in cerca d’autore

Come riportato oggi dalla nostra testata, alcuni radioisotopi di origine umana sono presenti sui cieli artici e del nord Europa: cerchiamo di ricostruire gli avvenimenti salienti di questa vicenda.

Secondo il blog specializzato Weatherboy, tra il 2 e l’8 Giugno nelle stazioni Novegesi di Svanhovd e Viksjøfjell vicino Kirkenes, localizzate nei pressi della penisola russa di Kola, era stato rilevato nell’aria dello Iodio-131. Contemporaneamente, il 7-8 Giugno nella stazione Norvegese di Svalbard del CTBTO (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization), sono stati misurate tracce dello stesso elemento.

Dal 16-17 Giugno, l’autorità finlandese per la sicurezza nucleare e radiologica (STUK) aveva riportato tracce di Cobalto, Cesio e Ruthenio nell’aria di Helsinki. Anche questi rilevamenti erano stati confermati dai loro corrispettivi svedesi e norvegesi.

Il 22-23 Giugno una nube di materiale radioattivo è stata rilevata sui paesi del Norden, sulla Finlandia e sull’Artico. A darne notizia il 26 Giugno su Twitter è Lassina Zerbo, il segretario generale del CTBTO di Vienna. Sono stati rilevati Cesio-134, Cesio-137 e Ruthenio-103 e, secondo i loro calcoli, la zona di origine è quella segnata in arancione sulla mappa. Questi isotopi sono compatibili con la fissione nucleare antropica per uso civile. Lo stesso giorno, l’Istituto nazionale per la sanità pubblica e l’ambiente olandese (RIVM) ha dichiarato che la “combinazione di radionuclidi potrebbe essere spiegata da un’anomalia negli elementi combustibili di una centrale nucleare” e che “la nube si è mossa. La nostra affermazione è che i radionuclidi hanno viaggiato dalla Russia occidentale alla Scandinavia, ma che al momento non è possibile indicare un paese di origine preciso”.

Intanto la Russia, secondo quanto riportato da BBC e Financial Times, nega ogni coinvolgimento nella faccenda. Dalla TASS, giunge la notizia che secondo il Servizio Federale per la sorveglianza sui diritti del consumatore e la salute umana (il Rospotrebndzor) le autorità russe stanno monitorando la situazione e non confermano quanto riportato dalle loro controparti occidentali; inoltre nella stessa pagina leggiamo che secondo un portavoce della Rosenergoatom, le centrali nucleari presenti nell’area Nord-Ovest del paese sono perfettamente operative ed il loro monitoraggio ambientale risulta normale.

I livelli rilevati non dovrebbero comportare rischi per la salute umana. Nell’area di probabile origine, sono presenti due centrali atomiche: Loviisan Voimalaitos in Finlandia e Leningradskaya Aes in territorio Russo. La Leningradskaya Aes è dotata di reattori RBMK-1000 (gli stessi presenti nel Reattore 1 e 2 di Cernobyl) che, secondo una nota della Rosenergoatom in corso di sostituzione con impianti di tipo VVER-1200. Secondo una recente dichiarazione, i lavori di ammodernamento alla Leningradskaya, serviranno da paradigma per la costruzione di nuove centrali nell’area.

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