TECNOLOGIE & SALUTE

“Ci scusiamo per il disagio”. “ATS… ma vaffanculo!”

L'agenzia milanese per la salute "per errore" sparge il panico tra i cittadini: "È venuta a contatto col virus, rimanga a casa!"

Per fortuna non abito a Milano e non ho ricevuto l’incredibile SMS che l’Agenzia per la Tutela della Salute ATS di Milano ha “per sbaglio” inviato lunedì 25 maggio.

Per un attimo proviamo ad immedesimarci in chi riceve un messaggio e legge “ATS Milano. Gentile Sig/Sig.ra lei risulta contatto di caso di Coronavirus. Le raccomandiamo di rimanere isolato al suo domicilio, limitare il contatto con i conviventi e misurare la febbre ogni giorno. Se è un operatore sanitario si attenga alle indicazioni della sua Azienda”.

La ATS sul proprio sito web ha coraggiosamente scritto “Ci scusiamo per il disagio”. Sì coraggiosamente, perché nemmeno un incursore dei Navy Seals o del nostrano ComSubIn avrebbe l’ardimento di considerare un “disagio” il venire a sapere di essere (senza esserlo) un potenziale portatore di Coronavirus.

Gli impavidi funzionari hanno anche tenuto a precisare che “Agli interessati è stato inviato un ulteriore SMS di rettifica nella giornata di martedì 26/05” lasciando intendere che i “fortunati” hanno magari trascorso ventiquattr’ore nel panico, eventualmente avvisando a loro volta parenti e amici incontrati negli ultimi giorni. Non è difficile immaginare un lancinante effetto domino, fatto di ulteriori SMS, messaggi WhatsApp, telefonate e soprattutto di traumi emotivi che non si sanano con una banale “COMUNICAZIONE URGENTE AI CITTADINI” pubblicata sul sito web.

Come avranno passato la notte i destinatari del micidiale breve messaggio di testo spedito dall’Agenzia metropolitana?

Chi ripaga il danno (non il “disagio”) a questi poveretti? Cosa succederà a questa gente quando un domani sentirà il “bip” di un SMS in arrivo qualunque ne sia il contenuto? Come si comporterà chi riceve una comunicazione che possa riguardare la sua salute o proprio il contagio da COVID-19 ora che tutti si affretteranno ad installare la app Immuni?

Faranno tesoro dell’indispensabile “Per eventuali informazioni è possibile contattare il numero di telefono 02/85781”, se del caso mettendosi in coda al centralino della ATS “per non perdere la priorità acquisita”?

La circostanza è talmente drammatica da sbalordire anche i più immaginifici cultori della fantascienza. Possibile una cosa simile?

“Per un errore informatico” spiega la ATS sempre sulla propria pagina.

Sono sicuro che l’accaduto abbia tutti i requisiti per costituire la “carne al fuoco” per l’inevitabile “barbecue” che l’Autorità giudiziaria e il Garante per la Protezione dei Dati Personali vorranno preparare palesando la loro arte nel cucinare chi di dovere.

Mentre ci si augura che il fattaccio non passi in cavalleria, è d’obbligo complimentarsi con gli artefici di cotanto prodigio.

Tanto per cominciare il più sincero plauso va al direttore generale di ATS, il dottor Walter Bergamaschi (che al “Pirellone” era stato numero uno dell’assessorato alla Sanità e come si legge su Repubblica è “in «quota» Fontana: un tecnico, cioè, che il governatore leghista ha voluto personalmente”).

Sull’ipotetico podio la medaglia d’argento la riserviamo alla dottoressa Veronica Monaci, direttore dei Sistemi Informatici di ATS (pagina 6 dell’organigramma). Terza classificata è la società Rubrik srl con sede legale in via Clemente Mauro 13 a Salerno. Che c’entra? E’ la realtà che ha il ruolo di “Responsabile della protezione dei dati”, proprio di quei dati che sono il cardine di questa brutta storia…

Il titolo dell’articolo è un po’ forte? Macchè… E’ solo la revisione morigerata delle reazioni più garbate dei destinatari del messaggio. Ho provato a sostituirmi a chi ha ricevuto l’SMS ma ho voluto moderare i termini…

Tags
Back to top button
Close
Close