SPECIALE CORONAVIRUS

Il Covid-19 viaggia con l’inquinamento ambientale

Nei giorni cruciali della pandemia da COVID-19 i contributors di Infosec.news hanno ampiamente discusso in esito all’esistenza di una relazione tra l’inquinamento ambientale e il COVID-19 nelle regioni del nord Italia più colpite, sia in termini di decessi che in funzione della numerosità dei contagiati.

Tale approfondimento, ha portato a condividere il fatto che esiste un potenziale collegamento tra le due circostanze in esame, partendo dalla semplice analisi della sovrapposizione della rilevazione territoriale dell’inquinamento (www.iqair.com/earth) e della distribuzione sul territorio dei soggetti contagiati da COVID-19 (https://coronavirus.jhu.edu), la discussione ha permesso di evidenziare aspetti di notevole connotazione tecnica che oggi trova la loro base, in alcuni studi, che dimostrano una sorta di fenomeno molecolare che collega i due eventi apparentemente indipendenti.

Nel particolare contesto emerge che nell’ultimo decennio, nonostante gli sforzi e gli investimenti di tutti i Paesi del mondo per la riduzione dell’inquinamento e per debellare virus spesso sconosciuti all’essere umano (H1N1, SARS, COVID, ecc.), non si evidenzia una importante letteratura scientifica sul tema, probabilmente in esito al fatto che gli studiosi prediligono alcuni temi anziché altri, affievolendo quel grande entusiasmo che dovrebbe connotare tutti quei soggetti che dispongono delle capacità scientifiche tese ad approfondire aspetti che sono di evidente interesse vitale per la collettività. In tale contesto, si inserisce uno paper work, pre-pubblicato su EnerarXiv (piattaforma scientifica open-access) che manifesta oltre 1.000 visualizzazioni e 300 download nelle prime 48 ore, redatto da due economisti Italiani ed uno Francese (Cosimo Magazzino Professore Associato di Politica Economica presso l’Università di Roma Tre, Nicolas Schneider Ricercatore di Economia presso l’Università Phantéon Sorbonne di Parigi e Marco Mele già ricercatore di Economia Politica e Professore a contratto di Economia Politica presso l’Università di Teramo).

Lo studio dal titolo, “La relazione tra inquinamento e COVID-19 correlato ai decessi. Un applicazione a tre città Francesi.”, che ha generato grande curiosità, a chi scrive, induce ad intervistare uno degli studiosi al fine di tentare ad approfondire un argomento molto interessante che potrebbe colmare molti dubbi e personali interpretazioni che ognuno di noi ha metabolizzato mediante le informazioni, la conoscenza e gli elementi ad oggi disponibili. È opportuno iniziare da una premessa, in esito ai punti di vista, generalmente proposti dalle teorie economiche classiche, agli studi evoluti mediante analisi econometrica dei dati, possiamo affermare che ci troviamo davanti ad un approccio innovativo e differente da quelli tradizionali che si basa sullo studio dei dati mediante la realizzazione di una Rete Neurale Artificiale con l’ausilio di un metodo di Machines Learning. Non entrando nel merito della letteratura esistente sul tema, e ben richiamata nel paper (http://www.enerarxiv.org/thesis/1590192012.pdf), con questo metodo innovativo si spiegano i decessi mediante le evidenti relazioni tra particolato (PM2,5 e PM10) e COVID-19 attraverso l’analisi di tutti gli elementi e le variabili disponibili per le città Francesi prese in esame (Parigi, Lione e Marsiglia). In relazione ai decessi, le principali spiegazioni scientifiche offerte dagli studiosi sono sicuramente collegate al fatto che l’inquinamento eccessivo, oltre ad amplificare gli effetti infiammatori, crea un veicolo sul quale viaggiano i virus percorrendo lunghe distanze.

Inoltre, in considerazione dell’analisi proposta nello studio, in esito ad alcune variabili comuni, come ad esempio, la densità della popolazione che ha consentito di mutuare e comparare il fenomeno tra la Città di Lione e la Città di Milano, è stato intervistato uno degli autori, rivolgendo alcune specifiche domande al Professor Marco Mele che ha risposto puntualmente come di seguito riportato:

D: la metodologia di analisi Machines Learning utilizzata nello studio è innovativa rispetto alle teorie economiche tradizionali. Quali sono i vantaggi rispetto a queste ultime citate ?

R: Rispetto ai modelli econometrici, abbiamo utilizzato una tecnica evoluta di Reti Neurali con la metodologia dettata dal Machines Learning ottenendo il vantaggio che l’algoritmo è stato in grado di adattarsi automaticamente al contesto di analisi scelto.

D: Quali motivazioni hanno indotto a testare le tre città Francesi richiamando marginalmente ed esclusivamente per comparazione una città Italiana (Milano) ?

R: Le tre città Francesi sono state selezionate in virtù del fatto che le variabili e le informazioni necessarie a sviluppare lo studio sono state reperite agevolmente (dati inquinamento, decessi, ecc.) . Inoltre, è stata scelta la città di Milano per verificare come il risultato della rete neurale può adattarsi a qualsiasi città con densità di popolazione analoga a quelle proposte nello studio.

D: È possibile replicare lo studio per le Città o Regioni Italiane dove l’impatto dell’inquinamento da particolato è notevole (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna incluse le Città appartenenti a tali Regioni)?

R: Il modello delle Reti Neurali è replicabile per tutte le città Italiane ma anche stratificarlo, ove opportuno, su tutto il territorio mondiale.

D: L’esito dello studio con che accuratezza dimostra che il particolato può essere veicolo e trasportare a lunga distanza una certa quantità di carica virale da COVID-19 o da altri virus presenti nell’aria?

R: L’esito dello studio sottolinea il livello di PM2,5 e PM10, al di sopra del quale sarebbe opportuno non arrivare, in grado di amplificare gli effetti avversi sulla salute della popolazione in una situazione pandemica virale. Sia il Performance Training Test che il Sunbrust Test hanno evidenziato una puntuale accuratezza della Rete Neurale e del modello proposto.

D: Per ottenere risultati scientifici di maggiore impatto sarebbe opportuno che uno studio di tale portata possa essere sviluppato congiuntamente a studiosi di altri settori scientifici (biologi, infettivologi, medici, studiosi dell’atmosfera e dell’ambiente, ecc.)?

R: Si certamente, in realtà siamo in contatto con alcuni medici del MKT per confrontarci in merito ad uno studio connesso all’argomento trattato di notevole complessità.

Le conclusioni possono essere formulate criticamente affermando che non esiste motivo per cui gli studiosi debbano individuare gli argomenti da trattare esclusivamente per interesse scientifico personale ma servirebbe una duplice linea di ricerca, ossia, quella autonoma e quella indirizzata dagli Organi Istituzionali competenti per settore, che non possono essere esclusivamente le Università, ma anche le altre Istituzioni che possono usufruire del contributo delle eccellenze ivi presenti.

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