AEROSPAZIO

AAA Astronauti cercasi per quarantena volontaria

La NASA sta preparando le prossime missioni di volo spaziale ed è alla ricerca di candidati

Nonostante la pandemia in atto, la NASA si sta preparando per il suo prossimo studio di simulazione del volo spaziale e sta cercando dei partecipanti che vivano insieme con un piccolo equipaggio in isolamento per otto mesi a Mosca, in Russia, uno step fondamentale, dopo  il precedente studio di quattro mesi condotto nel 2019, che aiuterà la NASA a conoscere gli effetti fisiologici e psicologici dell’isolamento e del confinamento sull’uomo in vista delle missioni di esplorazione sulla Luna e delle future missioni di lunga durata su Marte e a sviluppare metodi e tecnologie in grado di contrastare i potenziali problemi.

Il bando è rivolto a cittadini statunitensi fortemente motivati di 30-55 anni che siano non solo competenti in russo e inglese ma che siano anche in linea secondo determinati requisiti: M.S. (Master of Science) o PhD. (Doctor of Philosophy) ovvero certificati di studio americani stanti per master, laurea in medicina, dottorati e/o naturalmente il completamento dell’addestramento militare. Anche partecipanti con altre qualifiche specifiche provenienti da istruzioni aggiuntive pertinenti possono essere papabili candidati.

I partecipanti sperimenteranno aspetti ambientali simili a quelli che si prospettano per gli astronauti su Marte. Un piccolo equipaggio internazionale vivrà insieme per otto mesi conducendo ricerche scientifiche, usando la realtà virtuale ed eseguendo operazioni robotiche tra una serie di altri compiti durante la missione lunare, una vera e propria missione spaziale simulata per fornire importanti dati scientifici utili a sviluppare contromisure.

Se la reclusione dovuta dall’emergenza sanitaria è sembrata un abnorme quantità di tempo, altrettanto, se non di più, potrà sembrare per gli astronauti una missione su Marte che, secondo la Nasa, con i mezzi attuali comporterebbe una durata di circa nove mesi, mentre i veicoli spaziali senza pilota inviati fino ad oggi hanno impiegato da 128 a 333 giorni per raggiungere il pianeta rosso. Secondo alcune fonti, la Starship di SpaceX potrebbe effettuare il viaggio in poco più di tre mesi facendo rifornimento in orbita e altrettanto durerebbe il ritorno, a patto che l’astronave di Elon Musk riesca a sintetizzare localmente il propellente necessario per il ritorno durante i quasi due anni di attesa inevitabile da trascorrere su Marte prima del prossimo avvicinamento tra il pianeta rosso e la Terra.

Isolamento e confinamento sociale non sono i soli problemi che affliggono un astronauta. Una volta raggiunto il pianeta, continueranno a essere limitati dalle tute spaziali e dall’ambiente ristretto di lander e rover, data l’aria non respirabile e le temperature estreme del pianeta marziano, con escursioni anche di 70 o 80 gradi in un giorno. Inoltre la mancanza di un campo magnetico planetario e la scarsa densità atmosferica esporranno gli astronauti al rischio di essere colpiti da radiazioni solari e cosmiche con conseguenze imprevedibili per la salute.

Un viaggio logorante ma non privo di operazioni di routine in grado di tenere occupata la mente e il corpo: a parte l’esplorazione della superficie del pianeta, che comprende analisi fisico-chimiche su aree diverse, lo studio della geologia, la ricerca di ghiaccio d’acqua e di eventuali segni di vita presente o passata, dovranno anche effettuare numerosi esperimenti atti a verificare la possibilità di rendere il pianeta una futura base planetaria o addirittura una colonia; bisognerà testare le tecnologie che dovranno ricavare acqua, ossigeno e idrogeno da ghiaccio e CO₂, essenziali per la sopravvivenza e per ricavare propellente per razzi per il ritorno, e provvedere a coltivare piante ad uso alimentare in ambienti adatti e studiare le reazioni della fisiologia umana alla vita prolungata in un ambiente dove la gravità è un terzo di quella terrestre.

Come sempre si cercherà di garantire la salute e il benessere dei membri dell’equipaggio. Proprio come per quanto accade agli equipaggi diretti alla Stazione Spaziale Internazionale la prassi impone una quarantena di due settimane antecedente al lancio per assicurare che non siano malati o che non stiano incubando una malattia, un procedimento chiamato “stabilizzazione della salute”. Ma grande attenzione si dovrà riporre anche durante la missione, infatti mantenere in salute gli astronauti su Marte sarà una delle sfide principali per scienziati e ricercatori. Secondo Dorit Donoviel, direttore del Translational Research Institute for Space Health, i primi problemi sorgeranno a causa della durata del viaggio. Qualsiasi problema di salute dovrà essere affrontato lontano dalla Terra, con pochi strumenti e limitate risorse, rendendo complicato anche il trattamento di malattie normalmente lievi. L’equipaggio dovrebbe infatti comprendere un medico in grado di intervenire a livello farmacologico e chirurgico.

“Perfino un semplice calcolo renale potrebbe diventare essere pericoloso per la vita”, ha detto Donoviel. “Oltre alle normali patologie che possono colpire un essere umano in qualsiasi momento, sarà necessario preoccuparsi ed essere preparati anche a quelle situazioni che potrebbero presentarsi a causa della vita prolungata in un ambiente ristretto ed ostile…Le radiazioni cosmiche e la vita in un ambiente ristretto potrebbero presentare problemi imprevisti per i quali si dovrà far fronte a situazioni in cui l’assistenza sanitaria andrà improvvisata”.

Il compenso auspicabilmente elevato, al momento non reso noto, ma variabile a seconda che il partecipante sia o meno associato alla NASA, darà sicuramente la spinta giusta per la partecipazione alla missione.

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