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Attenzione! Detonic provoca crisi di identità… chiedete alla signora Emilia di Vicenza!

Al generico allarme truffa che abbiamo ritenuto di dover lanciare, sentiamo la necessità di abbinare un appello a non ingerire le capsule Detonic.

Gli approfondimenti telematici (e non scientifici, ma comunque più che sufficienti) sul prodotto hanno consentito di rilevare controindicazioni gravissime conseguenti la somministrazione del prodotto parafarmaceutico (non so perché il computer – prima che intervenisse il correttore automatico – aveva scritto “paraculo”).

Guardando il sito che promuove il non meglio qualificato prodotto contro l’ipertensione, si nota con piacere che ci sono recensioni di persone entusiaste dei risultati ottenuti con Detonic.

Nonostante la signora Emilia di Vicenza dichiari “Sono una persona completamente in salute e non ho paura di infarti e ictus”, qualcosa in quella donna non va.

La poveretta ha subito conseguenze terribili. L’assunzione di Detonic (non ne conosciamo le dosi, nonostante lei abbia scritto “Il mio dottore, una donna molto saggia, mi ha prescritto Detonic”) ha determinato una micidiale crisi di identità…

La signora Emilia, testimonial del prodotto in siti web di ogni angolo del mondo, ha dimenticato ogni volta la propria identità e la propria provenienza.

Lei, così come dimostrano le immagini riprodotte qui di seguito (e i link corrispondenti a ciascun nome), è diventata Ingrid di Garmisch-Partenkirchen in Germania, Lina della cittadina spagnola di Málga, Elene che abita a Missolungi in Grecia, Lidia che vive a Oravita in Romania, Katalin di Gior nella regione transdanubica dell’Ungheria, la lettone Dace di Liepaja, nuovamente Lidia ma abitante a Kardzali in Bulgaria, un’altra volta Lina però residente a Nova Gorica in Slovenia, la croata Marica da quel di Zagabria e poi Zuzanna di Polznan in Polonia (dove addirittura ha un anno di più…).

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