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Silvia Romano, la ragazza nuda e l’inciviltà telematica

Se qualcuno “ha sbroccato” dopo due mesi di lockdown, provate a rimanere ostaggi per diciotto mesi nel centro dell’Africa e poi venitemi a dire come state.

La volontaria rientrata in patria dopo la lunga prigionia ha rappresentato la sua avvenuta conversione alla fede islamica e subito la collettività si è scatenata in un crucifige (giusto per restare in tema religioso) fulmineamente rimpallato attraverso i social network e i sistemi di messaggistica istantanea.

Insulti, maledizioni, commenti sgradevoli hanno testimoniato il livello di civiltà del nostro Paese. Ma quel che maggiormente ha sbalordito è la velocità con cui si è propagato un video in cui una ragazza completamente nuda avvicina persone di colore nel vialetto di un giardino pubblico.

Chi ha avviato questo ignobile contagio ha abbinato il filmato alla cooperante appena liberata e ad ogni successivo passaggio ogni “condivisore” ha ritenuto doveroso apporre un proprio sdegnato commento alla – a suo dire – ignobile ed inqualificabile fanciulla il cui ritorno in patria era costato un cospicuo riscatto e l’esposizione a mille rischi di tutto lì apparato che per mesi ha lavorato alle trattative per la liberazione.

“È lei! È proprio Silvia Romano… Ma ti rendi conto…” era il messaggio di base, cui ognuno ha accostato becere frasi “optional” per esercitare il proprio rancore, per dare prova che “il coronavirus ci ha reso migliori”…

La sequenza non riprendeva affatto la Romano, ma una fanciulla valdostana che nel 2017 a Bologna aveva dato luogo ad una performance esibizionista giustificandola come “esperimento sociale” e beccandosi tremila euro di multa.

Chi, indignato per i fotogrammi osè, ha urlato “Ecco per chi hanno speso i nostri soldi”, si chieda perché ha rilanciato il video senza verificare l’attendibilità di quel che gli era arrivato su WhatsApp.

Mentre scopre – magari leggendo Il Giornale, La Stampa o La Repubblica – di aver veicolato una bufala, si ricordi che questi giochini sono pilotati da chi vuole prendere il controllo della situazione cavalcando la rabbia e l’insofferenza di chi vive un momento difficile. Impari la lezione e la prossima volta non sorrida aprendo il messaggio, ma si arrabbi con chi gli ha mandato qualcosa del genere.

Questa è la nuova peste. E l’unico vaccino è una miscela di cultura e educazione. Le dosi? Si può pure abbondare, non ci sono controindicazioni.

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