RISERVATEZZA DEI DATI

Mea culpa, sono un disinformatore. Parola della Senatrice Mantovani

Il “question time” di stamani ci ha tranquillizzato. Ne sappiamo quanto ne sapevamo prima, ma la voce della Ministra Pisano ci ha rasserenato

La madrina dell’Innovazione nazionale non ha avuto timore di confrontarsi nell’aula del Senato con l’agguerritissima parlamentare Maria Laura Mantovani (quella dei fogli al contrario nella diretta Facebook) che, incurante di appartenere alla stessa famiglia pentastellata, ha cercato in ogni modo di mettere in difficoltà (come nemmeno Report si sarebbe mai sognato di fare) la titolare del dicastero da cui dipende il nostro futuro.

Domande bestiali, serratissime, mirate a trovare il classico pelo nell’uovo, forse addirittura un pochino polemiche, hanno permesso a Paola Pisano di dichiarare “che Bending Spoons non tratterà in nessun modo i dati dell’applicazione. Posso rassicurare il Parlamento e tutti i cittadini che non sussistono, neppure in astratto, rischi che i dati raccolti dall’app possono entrare nella disponibilità di soggetti stranieri o privati”.

I soliti ipercritici hanno malignamente rimarcato che l’atmosfera del question time non era proprio quella dei gun-fire, quella dei duelli all’ultimo sangue tra pistoleri del Far West. I più acidi l’hanno addirittura paragonata piuttosto a certe interrogazioni scolastiche pomeridiane sollecitate alle ataviche progenie affette da ipoacusia con il classico “Nonna, posso ripeterti la lezione così vado a giocare”.

Il video del Senato è estremamente eloquente. Al termine della diligente esposizione della Ministra, la senatrice Mantovani ha dovuto obtorto collo dichiararsi pienamente soddisfatta dei chiarimenti forniti.

La parlamentare ha così confermato che è stata fatta chiarezza e al minuto 7 e 11 secondi del filmato ha sottolineato con un PH vagamente acido “che si ponga fine alle numerose illazioni su tale vicenda”.

Non contenta la Mantovani ha tenuto a dire “ringrazio la Ministra per aver dimostrato di quanto l’analfabetismo digitale di un certo giornalismo sia veicolo di misinformazione e di disinformazione”.

Per un attimo mi sono sentito posseduto da Robert de Niro quando in “Taxi Driver” dice suo “Ehi, dici a me?”

Mi sono beccato in un colpo solo dell’analfabeta digitale e del disinformatore. Se non aver saputo riprendere pari pari i comunicati stampa o i tweet dell’apparato governativo, significa essere analfabeti, allora sì, sono ignorante come una bestia. Se cercare faticosamente la verità per rendere partecipi anche gli altri vuol dire fare “disinformazione”, sì, è vero, sono colpevole anche di questo.

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