UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Tracciamento, Apple, Google e il destino del mondo

Il messaggio in bottiglia arriva da Michele Sciabarrà, informatico che “scrive codice” dal 1982, tutti i giorni. Laureato in Informatica, ha girato il mondo e lavorato per svariate multinazionali, buone e cattive. Ha fondato aziende, ha scritto tre libri su Linux, Open Source e Serverless, è membro della Apache Software Foundation (la principale fondazione Open Source), e crede nell’Open Source come una forza culturale positiva paragonabile ad un Rinascimento dei nostri tempi. Ha recentemente lanciato una community Italia per lo sviluppo Open Source chiamata NoiOpen, di cui è attualmente il presidente, che tra le altre cose ha rilasciato una app di tracciamento funzionante, chiamata Protetti (www.protetti.app). Open Source, ovviamente.

Forse avete seguito qualcosa di tutta l’incredibile vicenda che ci sta dietro la famosa app per il contact tracing. Una app di cui non vi parlo perché in questa commedia all’italiana, ha solo il  valore di una comparsa. Quello di cui vi voglio parlare oggi invece è una tragedia di portata mondiale. Una tragedia che coinvolge due grandi player dell’hi-tech, Apple e Google. I governi. E il destino stesso di chi controlla il mondo.

Forse non ve l’hanno ancora detto. Ma ve lo dico io. In realtà l’app in questione su cui si stanno consumando epiche lotte (o meglio, farse ridicole, ma lasciamo stare) è in realtà stata ridotta a nulla. È solo un interruttore. Una scatolina. Un guscio. La carta regalo in cui si avvolge il regalo di Natale, tanto bella quanto inutile, e che viene buttata via dopo che ti sei tanto emozionato a guardarla in attesa del regalo. Il regalo, cioè il lavoro vero di tracciare i contatti, ve lo danno “gratis”, si fa per dire, i due grandi, Apple e Google.

Apple, che produce gli iPhone, relativamente pochi in numero ma che dettano lo standard in quanto tutti gli altri la inseguono, e Google, che produce Android, il sistema operativo a basso costo che potenzia quasi l’80% dei telefoni in circolazione. Degli smartphone, dovremmo dire in realtà, che sono dei computer trasformati in telefono (e browser internet, e video camera, e mille altre cose).  E sono dotati dotati di sistema operativo.

Ecco, è questo il punto. Cosa fanno questi non-solo-ma-anche-telefoni lo decide il sistema operativo. Cioè lo decide chi il sistema operativo lo programma, e lo può modificare. Ovvero Apple e Google.

In tanti hanno provato a fare una app di tracciamento usando questi telefoni. E hanno fallito tutti. Si, perché si dà il caso che in questi “aggeggi” (non oso più nemmeno chiamarli telefoni) quello che puoi farci non lo decide le app, lo decide il sistema operativo. 

Quindi anche se il tuo telefono può emettere onde radio, sei soggetto a certe arbitrarie decisioni di chi ha fatto il sistema operativo. Mettiamo che tu vuoi usare appunto onde radio per tracciare i contatti. In gergo tecnico si dice che vuoi usare il bluetooth. Non sei libero di fare come ti pare.

Per esempio, se la tua app usa il bluetooth e l’utente non fa nulla (ovvero non tocchi lo schermo per un po’), il sistema operativo te lo spegne, il bluetooth. Per risparmiare batteria. Anche se tu non vuoi. Anche se tu la vuoi tenere attiva. Perchè appunto devi fare il contact tracing.

Ma non è solo questo. Se tu vuoi emettere solo certi dati via bluetooth e non altri, non lo puoi fare. Perchè il sistema operativo ha deciso così. Non ci sta niente da fare, su Android e iPhone comanda il sistema operativo. Cioè sui telefoni comandano Apple e Google. 

Ecco perchè i governi, dopo avere fatto tutti i loro ragionamenti e preso le loro decisioni… si sono dovuti arrendere di fronte al no di Apple e Google. Che gli hanno detto semplicemente: signori, quello che sta nei telefoni rimane nei telefoni. Niente soluzioni centralizzate, al massimo soluzioni decentralizzate.

In altre parole, invece di raccogliere i dati di contatto e comunicare questi alle autorità sanitarie per controllare i contagi (informazioni senz’altro utili per il contenimento del contagio), i dati di contatto rimarranno nei telefoni. Al massimo scarichi i dati dei contagiati e il sistema operativo controlla per te (cioè in pratica Apple e Google controllano per te) se hai incontrato un contagiato.

I governi (e le autorità sanitarie) non potranno farlo. Ma perché direte voi? Semplicemente perché non tutti i governi sono “buoni”. Alcuni governi utilizzeranno i dati di contatto solo per fini sanitari. Ma un governo “cattivo” potrebbe usare i dati di contatto per individuare di spostamenti di un oppositore, per esempio, per andarlo ad arrestare. O una autorità sanitaria corrotta potrebbe passare le informazioni di malattia ad una assicurazione sanitaria, la quale potrebbe sospendere la polizza perché rischia di dover pagare le cure. E ad Apple e Google importa di vendere i loro “telefoni’. E per farlo deve garantire che non facciano la spia. O almeno, farlo credere.

Qualcuno come l’UK ha deciso di fare per conto loro. Ma come hanno dovuto capitolare di fronte al virus e la stanno pagando cara, si ritroveranno banalmente i telefoni che gli si spengono in mano, o le app che non funzionano. Non me lo auguro, ma temo che dovranno capitolare anche loro.

Come se ne esce? Beh, non si doveva arrivare a questa situazione, dove i “grandi fratelli” ci sono, ma sono aziende private e non un governo. Ma siamo in una stretta. In cui se ne può uscire semplicemente NON usando i telefoni per il tracciamento contatti.

Cosa sto farneticando? C’è una community di volontari che scrivono software Open Source. Per correttezza, sappiate che chi scrive ne è attualmente il presidente. La community ha fatto, tra le altre cose, una app, che si chiama Protetti, che non usa quanto offerto da Apple e Google per tracciare i contatti. Usa un protocollo chiamato DP-3T. Il codice è aperto, tutti (o almeno chi “parla codice”) possono controllare cosa fa. Ma purtroppo soffre di quei limiti di cui ho parlato.  Consuma troppa batteria. Non funziona con certi telefoni. Deve sottostare ai diktat del sistema operativo.

E questo non basta. Apple e Google non permettono nemmeno di distribuire l’app. Si, perchè per darla “in giro” (negli store di Apple e Google) dobbiamo passare per l’avallo del governo. Un cane che si morde la coda: Google e Apple dettano l’agenda al governo il quale a sua volta la detta agli sviluppatori indipendenti.

Allora, ci siamo chiesti, perché dobbiamo usare per forza i telefoni di Apple e Google? Il bluetooth (la tecnologia chiave sottostante il contact tracing) è disponibile anche per altri dispositivi. Altoparlanti, cuffiette e tastiere la usano. Quindi abbiamo pensato a dei dispositivi. Che esistono. Costano pochi euro. E ce ne sono tanti. Per esempio questi:

Attenzione: non in alternativa al metodo di Apple e Google. In aggiunta. Deve funzionare allo stesso modo. Il dispositivo deve comportarsi come un telefono almeno per il contact tracing. Tecnicamente è fattibilissimo. Ma deve essere realizzato con software “aperto”, Open Source.

La chiave per spezzare il dominio delle multinazionali hi-tech è questo: realizzare il contact tracing compatibile con quello dei telefono usando dei dispositivi e non dei telefoni. L’Open Source ha cambiato il mondo così. Replicando software “chiuso” con software aperto. Internet è basato su software aperto. Se non fosse stato per l’Open Source, oggi forse useremmo tutti il Microsoft Network, quello incluso in Windows. Pagando le pagine lette una per una.

Ma torniamo ai dispositivi. Avremmo innumerevoli vantaggi. Innanzitutto il costo: costano poco, molto meno di un telefono. Poi il fatto che fanno “solo quello”, e questo permette di evitare software “estraneo” che rubi i dati, o ne raccoglie altri.  Ma la cosa essenziale è il contact tracing sarebbe tutto software Open Source, quindi noto, che può essere controllato fino all’ultimo bit e si può capire e controllare cosa fà il dispositivo.

L’idea è di una iniziativa solidale. Si mettono a disposizione il software di tutti. Gratis. Senza clausole scritte in piccolo. Poi chiunque può comprare questi dispositivi, caricare il software aperto e distribuirlo a chi non ha il telefono o non sa usarlo. Con la stesso spesa per acquistare un telefono “adeguato” puoi comprare 20 dispositivi per il contact tracing e distribuirli a tutti gli anziani e i non abbienti che conosci e che non possono usare la app. Le competenze per caricare i dati sono le stesse che ci vogliono per scaricare le foto da un telefono.

Una bellissima iniziativa che per ora è stata stroncata sul nascere da… indovinate chi? Apple e Google. Per fare un dispositivo compatibile con la tecnologia di Apple e Google, occorre avere accesso a un telefono, dove sia stata attivata la suddetta tecnologia. Se non ce l’hai come fai a provarla? Peccato che, ad oggi, i soli a poter avere accesso a questa tecnologia sono coloro che stanno sviluppando con questa tecnologia. Ovvero i governi.

Sarebbe interesse dei governi quindi dare a un gruppo di volontari accesso alla tecnologia che in pratica li tiene sotto scacco per cercare una alternativa. Ma voi pensate che un governo ascolti un gruppo di volontari, anche se sono stati già capaci di rilasciare un’app di tracciamento funzionante prima del governo? Sarebbe bello se succedesse. Finora non è successo.

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