CONTRIBUTORS

Marco DOTTI

Docente di Professioni dell’editoria all’Università di Pavia. Ha pubblicato saggi su Antonin Artaud, Jean Cocteau, Léon-Paul Fargue, Jean Genet e Pierre Guyotat, oltre al libro “Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud e l’esperienza della materia” (2006). Si è specializzato in temi di etica pubblica legati alle nuove professioni e alle nuove tecnologie. Fa parte della redazione del mensile “Vita”, dove coordina un gruppo di lavoro sul fenomeno dell’azzardo di massa e sul suo impatto sulla società italiana.

Vanta collaborazioni con Alias – il manifesto, Lettera internazionale e L’Indice. Particolarmente sensibile a temi di etica pubblica, tra i fondatori (nel 2011) del Movimento “No Slot”, ha dedicato all’azzardo, muovendosi tra antropologia culturale ed etica sociale, inchieste e reportage. Per “O barra O edizioni” è direttore della collana “gli Antecedenti”.

In monografie come “Slot City” (2013), “Il calcolo dei dadi. Azzardo e vita quotidiana” (2013) e “Ludocrazia. Un lessico dell’azzardo di massa” (2016, con Marcello Esposito), si è mosso abilmente in un crocevia tra antropologia culturale, scienze del comportamento ed etica sociale per tracciare l’identikit di una delle più insidiose patologie di massa della nostra società, oggetto d’interesse non solo per le organizzazioni criminali ma anche, e soprattutto, per un modello generalizzato di business che attraverso l’apporto delle neuroscienze, del biomarketing, dell’informatica e della psicologia comportamentale mira a erodere la cultura del buon gioco.

Il suo ultimo libro è “Finis Europae. Welfare, neonazionalismo, corpi intermedi digitali” (Roma, 2017).

Back to top button