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Niente “happy hour” con disinfettanti: meglio il prosecco…

La Food and Drug Administration – la FDA, ossia la massima autorità statunitense e il punto di riferimento internazionale in materia di protezione della salute pubblica e di sicurezza di farmaci, alimenti e dispositivi medicali – ha invitato le aziende fabbricanti liquidi disinfettanti e prodotti alcolici per l’igiene personale ad evitare che i loro prodotti abbiano odori e sapori che li rendano “appetibili” per il palato della clientela.

Proprio ieri è stato diramato un comunicato stampa mirato a scoraggiare la gente – e in particolare i più giovani – dal bere sostanze che possono provocare seri danni e conseguenze anche mortali.

L’iniziativa di carattere regolatorio fa seguito alle polemiche su una presunta o quanto meno smentita dichiarazione del Presidente americano Donald Trump a proposito di soluzioni terapeutiche a contrasto del Coronavirus, tra le quali qualcuno avrebbe sentito l’inquilino della Casa Bianca far cenno all’inoculazione di disinfettanti per endovena al fine di sconfiggere una potenziale infezione.

Le indicazioni della FDA a rendere amari ed imbevibili i liquidi antisettici e detergenti (così che il gusto sgradevole fermi chicchessia già al primo sorso) prendono spunto da un drammatico caso di cronaca.

È la triste vicenda di un ragazzino di 13 anni che nei giorni scorsi ha bevuto del disinfettante per le mani. Il liquido in questione non risultava essere stato denaturato e sembra che avesse il sapore di un normale alcolico.  Nella fattispecie, la FDA ha anche scoperto che il prodotto ingerito dal bambino non era nemmeno coerente con le regole vigenti in materia di etichettatura, a cominciare dalle avvertenze volte a mantenere il prodotto fuori dalla portata dei più piccoli, dalle informazioni per ottenere assistenza medica o chiamare immediatamente un centro antiveleni in caso di ingestione, per arrivare a tutte le altre indicazioni per prevenire la deglutizione accidentale.

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