UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Tracciamento? Già un anno fa c’erano proposte…

Scrive Alberto Massari, laurea in filosofia con una tesi in “logica”, che da un decennio si interessa del tema della sicurezza nazionale, elaborando progetti e svolgendo attività volte a formare una cultura della security e interessandosi ai temi di intelligence anche culturale. Autore per il blog Leorugens, ha pubblicato presso Adagio editore (casa editrice della Casaleggio & Associati) “Shalabayeva – Il caso non è chiuso”, un libretto elettronico dove si esercitava in materie di fonti aperte.

Tra le decine di notizie che si accavallano in questi giorni tre in particolare mi obbligano a ricordare e raccontare ciò che avvenne un anno fa, tra il 15 marzo e il 4 aprile 2019.

Partiamo dal presente per inquadrare la vicenda e iniziamo dalla lontana Corea del Sud per arrivare alle sponde del Mediterraneo, in Israele, per finire a Milano in Corso Como sede di Bending Spoons.

Sia in Corea sia In Israele, nel tentativo di contrastare la diffusione del SARS-CoV-2, si sta ricorrendo a macchine e algoritmi capaci di tracciare i percorsi di quanti sono stati infettati e così sia circoscrivere l’area contaminata sia “restringere” coloro i quali sono entrati in contatto coi soggetti portatori del virus.

Il 15 marzo, presso il Senato a Largo Toniolo, ospiti del Sen. Giarrusso, si tenne un meeting con una delegazione israeliana composta da uomini dalla carriera interamente dedicata al servizio dello Stato di Israele e della sua sicurezza, avendo appartenuto alle principali strutture in ruoli apicali o avendo svolto attività diplomatica e di portavoce del Capo del Governo. Nell’occasione furono illustrate le tecnologie delle società: Kela-Magen, Interionet, Ultra e Ideal-Hsl Group. Non le sarà ignoto che alcune delle suddette società possono agire solo con l’esplicito assenso dello Stato di Israele e che le tecnologie presentate hanno principale impiego nei settori della sicurezza.

Durante l’incontro, nel quale fu stabilito e concordato che l’interesse e le finalità erano e sono la conoscenza reciproca tra rappresentanti delle istituzioni dei rispettivi paesi, la condivisione della conoscenza degli strumenti tecnologici finalizzati a un utilizzo condiviso nel contrasto alle mafie in funzione di accrescimento della sicurezza nazionale e internazionale, furono illustrate le tecnologie che riassumo brevemente: a) tracciatura della rete di relazioni di un soggetto tramite il numero di cellulare o la mail personale; b) simulazione della penetrazione nei computer del personale dei principali ministeri italiani attraverso il reperimento di password nel deep e dark web; c) il controllo da remoto di sistemi di sicurezza visivi sul territorio nazionale e internazionale, naturalmente nel pieno rispetto delle leggi nazionali e senza alcuna violazione della privacy.

Con reciproca soddisfazione e ribadendo il comune interesse ad avviare una collaborazione nei settori suddetti, lotta alla mafia e sicurezza nel Mediterraneo, la delegazione si congedò per recarsi all’appuntamento presso il Palazzo dell’Aeronautica con il Sottosegretario Tofalo.

Il 4 aprile seguente, verificata la criticità e vulnerabilità di alcune strutture, si svolse una seconda dimostrazione, sempre presso la stessa sede, cui parteciparono l’Ammiragio Ruggiero Di Biase e il maresciallo Gianluca Casaburi facenti parte del comitato di esperti in cyber security su incarico del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, il Ministro della Sanità Giulia Grillo, i sottosegretari dell’Interno Carlo Sibilia, e di Giustizia Vittorio Ferraresi in quanto, a nostro avviso, dovevano essere necessariamente resi edotti della criticità nella quale versavano le strutture informatiche dei rispettivi ministeri di appartenenza.

A quanto mi risulta l’iniziativa non ha avuto alcun esito né seguito, non credo per carenze tecnologiche riscontrate dai nostri esperti.

Per venire al presente, sul tavolo di Arcuri sono arrivate, con un anno di ritardo, tecnologie che non solo sarebbero risultate già ampiamente testate bensì anche sotto il pieno controllo delle istituzioni.

Mi riferisco a quelle offerte da Patternz e Magen; senza entrare nello specifico né dal punto di vista tecnico né da quello della privacy ritengo che nulla sia avvenuto rispetto a un anno fa che abbia aumentato la sicurezza della nostra martoriata Patria.

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