AEROSPAZIO

Anche gli astronauti hanno il loro assistente virtuale

Mentre i comuni mortali si accontentano di chiedere di ascoltare una canzone o di accendere una abat-jour, chi va nello spazio può ottenere molto di più

TARS e CASE, robot semi-senzienti, vere e proprie tecnologie viventi e fidi compagni di esplorazioni spaziali a bordo del veicolo Endurance targato Cristopher Nolan, vi dicono qualcosa?  Talvolta ci si riesce ad avvicinare molto a certe dimensioni fantascientifiche e questo ne è sicuramente un esempio.

Direttamente dalla Germania arriva CIMON-2, la versione aggiornata e potenziata del precedente assistente digitale di bordo CIMON, con una autonomia della batteria implementata del 30%, sviluppato e costruito da Airbus per il German Aerospace Center Space Administration (DLR), lanciato in orbita per la prima volta verso la ISS il 5 dicembre 2019 con una missione di rifornimento CRS-19 dello Space-X dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida; è previsto che permanga sulla ISS per un massimo di tre anni.

Il nome CIMON non starebbe solo a rappresentare l’acronimo di “Crew Interactive MObile companioN” ma renderebbe onore al “Professor Simon Wright”, l’assistente robot – o il “cervello volante” – della serie di fantascienza giapponese “Captain Future”.

Il dispositivo sferico dalla tecnologia a volo libero con intelligenza artificiale ha ottenuto un grande consenso sorprendendo positivamente e andando oltre ogni aspettativa al suo debutto sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Ha infatti mostrato una serie di sue caratteristiche e capacità durante speciali esaminazioni a cui è stato sottoposto dall’astronauta dell’ESA Luca Parmitano.

Numerosi test sono stati effettuati sulle sue capacità di volo autonome, sulla navigazione a comando vocale e sulla sua capacità di comprendere e completare vari compiti. È anche riuscito a volare verso un punto specifico nel modulo ISS Columbus per la prima volta. Grazie infatti alle sue capacità di navigazione è riuscito a seguire i comandi verbali per spostarsi in una posizione particolare, senza che il luogo in cui si trovava ne inficiasse l’operato. Ad esempio, durante l’avvio del suo nuovo hardware e software, l’astronauta Luca Parmitano ha chiesto a CIMON-2 di volare al Biological Experiment Laboratory (Biolab) all’interno del modulo Columbus. Ma non è finita qui. Gli è stato anche assegnato il compito di scattare foto e video nel modulo ISS europeo su richiesta, per poi mostrarli all’astronauta. Grazie a queste funzionalità, CIMON-2 sarà sicuramente in grado di fornire un aiuto considerevole per i futuri esperimenti scientifici sulla ISS.

Inquietudine ed eccitazione convergono nello sguardo del freddo volto dell’AI, apparentemente poco vispo e vitale, ma in grado in poco tempo, su sollecitazione dell’astronauta (che ne attiva la funzione), di manifestare e studiare le emozioni e mostrare quindi empatia durante le interazioni.

Una parte molto importante del progetto mira infatti a ricercare se assistenti intelligenti come CIMON possano aiutare a ridurre lo stress. Il lavoro degli astronauti può risultare altamente logorante e come partner e assistente potrebbe supportare questi ultimi con il loro elevato carico di mansioni per esperimenti e lavori di manutenzione e riparazione, riducendo così la loro esposizione allo stress.

Pone le basi per i sistemi di assistenza utili non solo in ambiente spaziale ma anche, in un contesto più terreno, a livello sociale. Casi di depressione, stress, isolamento e altre dinamiche sociali simili potrebbero trovare una soluzione confortevole nell’assistenza di queste figure robotiche. Una panacea non solo spaziale ma anche terrena.

CIMON è un esperimento tecnologico che aumenta l’efficienza lavorativa degli astronauti; è in grado di mostrare e spiegare informazioni e coadiuvare i compiti per esperimenti e riparazioni scientifiche. L’accesso con controllo vocale a documenti e media è un vantaggio, in quanto gli astronauti possono tenere entrambe le mani libere. Può anche essere usato come telecamera mobile. In particolare, potrebbe essere utilizzato per eseguire attività di routine, come documentare esperimenti, cercare oggetti e fare l’inventario. Può vedere, ascoltare, capire e parlare, orientarsi usando i suoi ‘occhi’ – una fotocamera stereo e una fotocamera ad alta risoluzione che utilizza per il riconoscimento facciale – nonché altre due fotocamere montate sui lati che utilizza per le foto e la documentazione video. I sensori a ultrasuoni misurano le distanze per prevenire potenziali collisioni. I suoi padiglioni auricolari sono costituiti da otto microfoni per identificare le direzioni e un microfono direzionale aggiuntivo per migliorare il riconoscimento vocale. La sua “bocca” è un altoparlante che può usare per parlare o riprodurre musica (anche l’aspetto ricreativo). Al centro dell’intelligenza artificiale per la comprensione del linguaggio c’è la tecnologia IBM Watson AI di IBM Cloud. Dodici rotori interni gli consentono di muoversi e ruotare liberamente in tutte le direzioni. Ciò significa che può rivolgersi all’astronauta quando viene richiamato, annuire e scuotere la testa e seguire l’astronauta – sia autonomamente che a comando. Ciononostante non è stato dotato di capacità di autoapprendimento e richiede un’istruzione umana attiva.

L’assistente interattivo è stato sviluppato e costruito da Airbus per conto della German Aerospace Center Space Administration e finanziato dal Ministero federale tedesco dell’economia e dell’energia. La tecnologia AI Watson di IBM Cloud fornisce l’intelligenza artificiale a comando vocale mentre gli scienziati del Ludwig-Maximilian University Hospital di Monaco (LMU) hanno contribuito a sviluppare e supervisionare gli aspetti umani del sistema di assistenza. Biotesc presso l’Università di Lucerna garantisce che CIMON funzioni perfettamente nel modulo Columbus dell’ISS e supporta l’interazione degli astronauti con CIMON da terra. A partire da agosto 2016, un team di progetto composto da circa 50 dipendenti di DLR, Airbus, IBM e LMU ha lavorato all’implementazione di CIMON-1 per circa due anni. (Il prototipo dell’esperimento tecnologico ha stazionato a bordo della ISS dal 2 luglio 2018 al 27 agosto 2019). A seguito del successo di CIMON-1, il primo robot autonomo europeo nel volo spaziale umano, è stato dichiarato patrimonio culturale tedesco e riportato sulla Terra.

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