UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

AAA scambio navetta con ambulanza

Il messaggio in bottiglia arriva da Vincenzo Passavanti, manager nel settore dell’“automotive” e oggi albergatore, che ha creato la rete commerciale di Seat nel nostro Paese, poi è stato Direttore vendite e sviluppo rete di Honda Italia e poi per tre anni responsabile per lo sviluppo della rete di Tata occupandosi di veicoli commerciali leggeri. Stavolta parla di vetture, ma lo fa per finta. È una metafora, forse – come direbbe lui, goliarda impenitente – una fora intera…
Ma nonostante la premessa, il discorso è serio troppo serio.

Il 22 febbraio ho salutato gli ultimi clienti paganti.
No, il mio albergo non è ufficialmente chiuso, ma, di fatto, i potenziali frequentatori sono ristretti ai domiciliari. Come me, d’altronde.

La ridda di ipotesi scatenata dagli addetti ai lavori, riuniti nelle sigle associative più disparate, non ha ravvivato Il quadro incolore che si è subito prospettato sul futuro della mia attività.

Questi novelli emuli di Jacques de La Palice, forti della consapevolezza di parlare come parte del 13% del pil nazionale, si sono lanciati in ipotesi di interventi che, per quanto calmierate da un ottimismo più cauto che caldo, hanno individuato vaghe soluzioni di carattere economico finanziario, omettendo, peraltro, di chiedersi dove i fondi sarebbero stati reperiti e come le aziende avrebbero dovuto sostenerne i costi.

Ed in attesa di transitare tutti per il Parco della Vittoria di questo Monopoli, si cominciano a delineare, per quanti potranno riaprire, le procedure operative per ricominciare a lavorare.

Scordatevi concierge più o meno sorridenti alla reception.
Maschere, guanti e camici monouso individueranno senza possibilità di errore i vostri interlocutori.
Tentando di dialogare attraverso una parete di plexiglass (sarà consentito un piccolo oblò all’altezza del volto?) vi verrà rilevata la temperatura corporea e sarete sottoposti ad un brevissimo esame anamnestico.

Non voglio ancora pormi il problema della gestione dei dati che esulano da quelli meramente anagrafici che siamo soliti gestire.
Quelli sanitari, seppure limitati al Covid, prevederanno, credo, una gestione ed una conservazione. Domande di prammatica e ancora senza risposta: chi, come, per quanto tempo, accessibilità, trasmissione etc.

Dopo essere stati istruiti su eventuali numeri di emergenza e sui comportamenti corretti da tenere, finalmente in possesso della vostra chiave, attraverso un percorso chiaramente identificato da numerosi dispenser di gel disinfettante, raggiungerete la camera.

Questa ovviamente sarà stata sanificata con ozono (il prodigioso macchinario costa “poche” migliaia di euro, oltre il prodotto) ma il tempo di sanificazione richiede “qualche” ora.
Per consentire quindi allo staff di rendere disponibili tutte le camere tra l’ultimo check out ed il primo check in, sarà necessario dotarsi di un numero di macchinari congrui.

Attenzione però, la richiesta di un ulteriore cuscino o di qualche articolo di cortesia, vanificherà la sanificazione causa il proditorio ingresso della cameriera, fosse anche dotata di scafandro.

Le aree comuni potranno invece essere frequentate con i soliti mezzi di protezione individuale, tranquilli, sono anch’essi disponibili in struttura.
Cosa mancherà allora? La leggerezza.

Svolgo questo lavoro da qualche anno ma ho vissuto in albergo, come ospite, la maggior parte della mia vita lavorativa di “prima”.
Quali che siano i motivi per cui si è ospiti di un albergo, la leggerezza consente tanto di tirare il fiato dopo una giornata di lavoro quanto di programmare il giorno successivo di vacanza.

La leggerezza si nutre anche di una battuta alla reception, di due chiacchiere scambiate con il barman davanti ad un caffè, del commento sul tempo atmosferico con lo staff o qualche altro ospite in sala colazioni.
Ed ogni distanziamento imposto ci regala pesante leggerezza. 

Sarà a causa di questo ossimoro che ho pensato di scambiare la navetta con un’ambulanza, anche “chilometrata”.
Mi auguro, non dovendo mai servire allo scopo deputato, possa regalare ai miei clienti l’idea che, con il lampeggiante blu, non correranno il rischio di perdere un volo a causa del traffico sulla strada per l’aeroporto. 

Il conducente avrà la mascherina d’ordinanza!
Illegale? Sicuro, ma dalla prigione del Monopoli si esce facendo punteggio doppio con i dadi.

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