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Pornovirus? Queste le città più sporcaccione in tempi di Covid-19?

Il tableau digitale “DAZE Digital” prospetta l’orizzonte a luci rosse del lockdown e parla di un rapporto sull’ondata di vendite di giocattoli sessuali e di orgie virtuali che si è scatenata dall’inizio del blocco.

Quel giornale vuole dare una lettura sociologica alle informazioni relative al traffico online ed evidenzia che uno studio non meglio identificato avrebbe rilevato a marzo un aumento del 22% delle ricerche su Pornhub rispetto alla sua media dello stesso mese nel 2019, conteggiando sul sito per adulti 50 milioni di accessi da parte di persone nella sola Londra.

La capitale britannica è in vetta alla classifica del consumo di porno “tradizionale” (qui tutti a chiedersi quale sia quello innovativo, quello “bio” o quello “smart”….) e i redattori di Daze mettono sul podio Birmingham (823.000 ricerche su Pornhub) e Glasgow (550mila). Fanalino di coda risulterebbe Cardiff dove il mese scorso l’accesso a quel portale di intrattenimento genitale si è limitato a 74mila accessi.

Lo studio (di cui non vengono rivelati né l’autore che lo ha realizzato né l’organizzazione che lo ha patrocinato) avrebbe portato alla luce – sempre per lo stesso periodo e sempre in Gran Bretagna – altri dati interessanti (a qualcuno potranno pure interessare) come l’aumento del 50% nelle ricerche di “sex toys” e un incremento del 433% nelle ricerche sul “sesso a distanza”.

“Daze Digital” approfitta del presunto studio per tessere le lodi di Pornhub, spiegando le iniziative avviate da quel portale. Si comincia dall’aver reso gratuite in tutto il mondo le sue funzionalità “premium” così da consentire di “combattere la noia indotta dall’isolamento” per arrivare al lancio di campagne (sul tipo delle storiche Pubblicità Progresso) come quella di “Scrubhub”, volta ad indurre gli utenti a praticare adeguate procedure igieniche…

Sempre secondo “Daze”, anche le operatrici professionali del settore delle prestazioni sessuali a pagamento non avrebbero perso l’opportunità di contribuire al difficile momento. Le prostitute britanniche, infatti, avrebbero lanciato l’iniziativa #WanksAsThanks su OnlyFans distribuendo (a testimonianza della loro solidarietà) contenuti gratuiti ai lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale. Chi invece “al dottore” ci ha solo giocato in gioventù sembra possa accedere a video e immagini pagando cinque sterline al mese, sapendo che i proventi saranno destinati a finanziare la Sanità pubblica.

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