SPECIALE CORONAVIRUS

Non di sola mascherina. Come difendersi dal Covid-19

Mai come in questo caso prevenire è meglio che curare. Ecco alcuni presidi che possono aiutare a contenere o contrastare la diffusione del coronavirus

In questo periodo la paura fa 90. Anzi 19, visto che a questo numero è legato lo spettro del virus che funesta i nostri giorni, evocando scenari catastrofici che sconvolgono i nostri modelli di vita.

Ognuno cerca di difendersi come può ed il mondo dell’informazione offre un ventaglio di strumenti e soluzioni per i nostri timori e i nostri più o meno fondati stati di ipocondria.

Senza alcuna pretesa di natura scientifica, proviamo ad elencare alcuni presidi attivi e passivi che possono avere effetti di contenimento o di contrasto nei confronti della diffusione del virus Covid-19.

  1. Partiamo dai sintomi. Quello più ricorrente è la temperatura corporea che, al di sopra dei 37,5 °C, costituisce il campanello d’allarme di un possibile contagio. Non a caso nell’Ordinanza della Regione Lombardia n. 514, del 21 Marzo 2020, al punto a) 6. “… Si raccomanda di provvedere alla rilevazione sistematica della temperatura corporea anche ai clienti presso i supermercati e le farmacie, oltre che ai dipendenti dei luoghi di lavoro, se aperti, e a tutti coloro che vengono intercettati dall’azione di verifica del rispetto dei divieti dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Locale. A seguito del rilievo di temperatura corporea uguale o superiore a 37,5 °C si rimanda a quanto disposto dai punti 3) e 4) …”.

Ma come fare una rilevazione ampia e sistematica della temperatura? Certo non è possibile utilizzare il vecchio termometro a mercurio della nonna che richiede tempi e modi incompatibili con le esigenze di monitoraggio per il Coronavirus. Ecco quindi arrivare in aiuto la tecnologia che offre oggi, anche a prezzi contenuti, termometri ad infrarossi senza contatto in grado di rilevare la temperatura corporea con elevata precisione.

  1. Sempre in materia di sintomi possiamo avere bisogno di misurare il tenore di ossigeno nel sangue che, senza addentrarci in questioni mediche e fisiologiche, è un parametro da tenere sotto controllo ai fini dell’infezione da Covid-19. Anche in questo caso ci viene in aiuto la tecnologia ed il “Saturimetro” è l’apparato che fa al caso nostro. Ne esistono, anche qui con prezzi abbastanza abbordabili, modelli “da dito” con funzione di “Pulsoximetro” In grado cioè di misurare facilmente sia le pulsazioni cardiache e sia la saturazione dell’ossigeno nell’emoglobina del sangue. L’impiego è semplice ed automatizzato e può essere utilizzato anche in ambito casalingo. Entrambi i suddetti parametri possono fornire utili indicazioni ai fini dello stato di salute senza aspettare situazioni di insufficienza respiratoria o cardiaca per adottare i necessari provvedimenti di competenza medica.
  2. Un’altra risposta verso i problemi da Coronavirus potrebbe venire dalla Ozonoterapia. L’Ozono (O3) è infatti un potentissimo antibatterico e antivirale e può essere utilizzato per sanificare gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. Il virus va “evitato” e più lo teniamo alla larga e meglio è. Un trattamento con Ozono può quindi essere utile in diverse circostanze in casa e in ufficio e, non ultimo, per sanificare la propria auto senza lavaggi impegnativi degli interni. Bisogna comunque seguire le indicazioni sui tempi di applicazione e sulle modalità di ventilazione degli ambienti dopo il trattamento.
  3. Se l’Ozono è un potente antibatterico ed antivirale, la soluzione più immediata e più ricorrente per difendersi dal contagio è il lavaggio/disinfezione delle mani. A partire dal semplice uso del sapone, le mani possono anche essere igienizzate con prodotti specifici a base alcoolica (secondo le indicazioni del Ministero della Salute la percentuale di etanolo, ovvero alcool etilico, non deve essere inferiore al 70%) come la tanto desiderata quanto introvabile Amuchina e la raccomandazione in questo caso è di ripetere il lavaggio o la disinfezione ogni qual volta si toccano oggetti o si entra in contatto con qualcosa che può essere stato “contaminato” dal virus. L’Amuchina non è il solo presidio utile allo scopo ed una soluzione altrettanto valida può essere preparata in ambito casalingo miscelando 96 parti di alcol etilico puro al 99% (quello che si usa per fare i liquori) con 4 parti di acqua.
  4. Per rimanere nella “fase aeriforme”, oltre a quanto detto nel punto precedente, è bene sottolineare l’importanza di fare arieggiare la casa, l’ufficio o comunque gli ambienti chiusi per ridurre il rischio di entrare in contatto con il virus, soprattutto se c’è la presenza di un malato di Covid-19. Le particelle virali sono molto piccole (inferiori a 0,1 micron) e possono permanere negli ambienti come “aerosol”. Il rischio di contagio per via aerea, anche indossando le mascherine, può essere elevato in presenza di alte concentrazioni del virus. Si stima che un colpo di tosse possa liberare nell’aria approssimativamente un milione di goccioline, mentre uno starnuto ne riesce a liberare all’incirca il doppio ed il solo parlare a voce alta nei libera diverse migliaia. 
  5. Quanto appena detto ci porta direttamente ad un’altra delle precauzioni da assumere: la “distanza”. Fin da subito tra le raccomandazioni da adottare è stata indicata quella della “distanza di sicurezza”. E’ per questo che sono state vietate tutte le occasioni di assembramento sia all’aperto che al chiuso e la distanza minima raccomandata più recentemente è di 2 metri (1,8 metri secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità), anche se, aggiungo io, bisogna sempre vedere “da che parte soffia il vento”.
  6. Le protezioni “passive” sono tra le armi più efficaci contro il Covid-19 e quindi per frapporre tra sé e il virus una “barriera impenetrabile” e consigliato in alcune situazioni l’uso di visiere o di barriere protettive che contribuiscono a limitare “meccanicamente” la trasmissione delle cosiddette “goccioline” di cui si è detto in precedenza. Anche in questo caso le soluzioni sono molteplici e di facile implementazione ed è sempre prudente, in situazioni particolari, fare un uso appropriato di tali strumenti. 
  7. Ogni misura può anche essere accompagnata da opportuni presidi medici, a carattere preventivo o terapeutico, che contribuiscano ad aumentare le difese immunitarie del nostro organismo. Per questo c’è un ampio dibattito in corso sul supporto che possono dare vitamine di tipo D, C ed anche B, sia di tipo sintetico che assumendole attraverso prodotti naturali, anche se, al momento, non esistono razionali scientifici certi ed ogni utilizzazione in particolare di farmaci del tipo in parola rischia di essere più che un uso un abuso. Semmai attualmente l’attenzione è rivolta ad altri farmaci come gli antinfiammatori, gli antivirali ed un vecchio farmaco per la cura della malaria, la Clorochina, sui quali sono in corso diversi studi per stabilirne efficacia, dosaggi e indicazioni.
  8. Last but not least, non potevo non parlare della “regina” delle misure di protezione/prevenzione: sua maestà la mascherina! … o meglio le mascherine, visto che ne esistono un’infinità di tipi e di fogge con prestazioni da “utilitaria” (le classiche mascherine chirurgiche), da “media cilindrata” (le cosiddette FFP1 ed FFP2), per arrivare alla “Ferrari” delle mascherine e cioè alla FFP3. La classificazione tuttavia è molto più ampia di quella appena fatta. Ad esempio, esistono modelli “con valvola” o “senza valvola”, modelli “monouso” e modelli “riutilizzabili”, insomma chi più ne ha più ne metta e presto vedremo “mascherine firmate” o “mascherine da sera“. Che dire quindi, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, anche modelli Child e Baby.

Non ci sono quindi alibi e quando, molto presto, verrà reso obbligatorio l’uso della mascherina fuori casa su tutto il territorio nazionale (già lo è in alcune Regioni del nostro Paese), ci abitueremo ad avere questa “appendice” che, ancorché fastidiosa, ci può salvare la vita.

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