AI & ROBOTICA

Fiere ed eventi: ma dove vai se l’AI non ce l’hai?

80 manifestazioni internazionali annullate o spostate in Italia, 200 in Europa. Perdite economiche per 6 miliardi di euro (senza calcolare l’indotto) e 54 mila posti di lavoro a rischio. Ma l’intelligenza artificiale una mano la può dare

Grandi fiere,  expo, saloni specializzati scalpitano per riprendere l’attività. Ma per loro non ci sarà alcun ritorno al passato. E il distanziamento sociale rappresenta una formidabile minaccia alla ripresa dell’attività. Che ne sarà delle grandi fiere italiane capaci di attrarre 100 mila visitatori in un giorno in padiglioni molto glamour ma poco compatibili con la distanza necessaria tra i visitatori? Eppure, all’indomani della fuoriuscita  dal lockdown dovranno pur riaprire i battenti anche le fiere, con il loro seguito di convegni, meeting, conferenze.

La gestione del flusso di entrata deve ssere ripensato anche nella migliore delle ipotesi. Gli esperti di AI – Intelligenza Artificiale – stanno  lavorando  in questa direzione, progettando soluzioni adeguate per una razionalizzazione appetibile e moderna sia dell’organizzazione generale  che della della gestione vera e propria del business, fatta di meeting ed eventi con la partecipazione di personalità, istituzioni, buyers, imprenditori a livello globale.

Negli ultimi anni l’AI ha rivoluzionato qualche spicchio del  settore fieristico,  adottando infrastrutture e algoritmi che offrono esperienze di informazione personalizzata, acquisto intelligente,  in grado di aiutare ad accogliere i visitatori agli stands e supportare  l’operato degli adetti ai lavori in veste di sales assistant. Insomma, l’appeal nei confronti del grande pubblico, in nome di un marketing più cyber, aveva messo piede in fiera.  Il prossimo passo?

Dopo un attento studio analitico delle criticità da affrontare all’indomani della pandemia, l’Intelligenza Artificiale ha perfezionato il contenimento dei flussi. Innanzitutto grazie ad un cosiddetto agente di AI in grado di effettuare o gestire fino a 4 milioni di contatti in un’ora e che, per il fatto di essere scalabile, offre un dimensionamento programmabile ad hoc in base alle esigenze, alla portata della circostanza e alle caratteristiche dell’interlocutore.

Testato recentemente in America, nessuno si è accorto di parlare con un robot. Per la qualità raggiunta dalla voice recognition e dal machine learning.  Perché, esattamente come in una qualunque conversazione, prevede svariate variabili, propone scelte. E infine per la proprietà di linguaggio nei diversi idiomi e la qualità degli intercalari del tono di voce.

L’esperienza ormai consolidata negli anni di utilizzare l’agente di AI, inbound e outbound, nel booking o in campagne pubblicitarie e di propaganda di successo rivolte a milioni di utenti, ora si è prestata ad ottimizzare l’intero flusso, partendo dal pre evento, pianificando l’entrata, gli incontri di business e il dopo, sfruttando tutti i dati facilmente raccolti nel software per ampliare il giro di affari, sviluppare analisi e strategie.

Il primo benefit di un sistema così concepito è evidente: permette un consistente risparmio per le aziende o enti gestori che, per esempio, in un breve lasso di tempo mirato, anche preselezionato in base alle richieste del cliente, portano a compimento ciò per cui impiegherebbero molte ore di lavoro e magari un centinaio di adetti ammassati in uno spazio allestito ad hoc o in un call center.

Ma l’agente di AI ha il dono di una gentilezza e di una precisione infinita, priva di up and down. 

E’ anche prevista una fase intermedia che gestisce prenotazioni e visite nonché, eventualmente, preferenze, caratteristiche e gusti del cliente attraverso un sistema di comunicazione basato su SMS e email associati ad un QR code. In tal modo è anche facile  inviare cortesi remind di conferma degli appuntamenti o di itinerari se previsti.

Proprio grazie al QR code  il gestore può acquisire precise informazioni e dati che vengono infine inviati al software, con l’allettante prospettiva di poterli sempre arricchire ed elaborare.

Tale modalità di gestione del process flow, reso attualmente così innovativo dagli esperti di Intelligenza Artificiale, ha  trovato un’inedita, quanto degna di nota, applicazione nel procedimento Covid-19 per sopperire al pericolo che sistemi obsoleti andassero in crash, esattamente come è accaduto recentemente nel caso INPS. 

E’ così che è stata gestita l’emergenza e l’enorme afflusso, prima in termini di chiamate, poi di persone, in questo caso milioni di cittadini di Miami e di gran parte della Florida, che desideravano eseguire il prima possibile i test sulla negatività o meno al virus, non solo per verificare il proprio stato di salute ma anche nella speranza di poter subito riprendere a lavorare. 

In tempi  imprevedibili, due facce della stessa medaglia, quella meno e quella più propensa alla gestione da parte dell’AI dell’intero flusso, si incontrano per ripartire.

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