SPECIALE CORONAVIRUS

Sciacalli del coronavirus: anche Wish nel mirino del Garante

L'Agcm apre un'istruttoria sulla piattaforma di e-commerce, relativo alla vendita di alcuni prodotti legati all'emergenza sanitaria

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato[1] l’avvio di un procedimento istruttorio e un sub-procedimento cautelare nei confronti di ContextLogic Inc. e ContextLogic B.V., rispettivamente società statunitense proprietaria e società olandese fornitrice dei servizi di marketplace nei confronti dei consumatori residenti nel territorio dell’Unione Europea in relazione all’attività svolta dalla piattaforma Wish. L’istruttoria ha avuto origine da alcune verifiche svolte d’ufficio nel corso di una più ampia attività di monitoraggio condotta dall’AGCM. Il settore dell’e-commerce è infatti oggetto di particolare attenzione per rilevare una serie di comportamenti abusivi generati dal particolare contesto di emergenza sanitaria, fra cui claim ingannevoli e aumento abnorme dei prezzi, onde verificare la sussistenza di eventuali responsabilità in capo ai titolari delle piattaforme.

Similmente a quanto già accaduto nei confronti delle piattaforme di Amazon e Ebay (https://www.infosec.news/2020/03/20/news/cittadini-e-utenti/coronavirus-istruttoria-agcm-contro-gli-sciacalli-delle-commerce/ ), il procedimento riguarda le attività di commercializzazione dei prodotti per la prevenzione dal contagio del Coronavirus. Il crescente utilizzo di claim nei confronti di alcuni prodotti specifici (fra cui le mascherine filtranti) per promuovere una particolare efficacia di protezione e/o contrasto nei confronti del COVID-19 è stato infatti registrato in corrispondenza con un aumento dei prezzi, allertando così l’Antitrust su comportamenti abusivi e potenzialmente distorsivi delle scelte dei consumatori.

È stato inoltre oggetto di segnalazione l’offerta di test kit per la diagnosi domiciliare del Coronavirus ben differenti da dispositivi quali quello approvato dalla FDA (https://www.infosec.news/2020/03/29/speciale-coronavirus/sai-che-bastano-cinque-minuti-per-diagnosticare-il-coronavirus/) o comunque da dispositivi medico-diagnostici conformi ad una certificazione. Nella descrizione del prodotto viene enfatizzata la possibilità di rilevare la presenza degli anticorpi del COVID-19 tramite analisi del sangue, siero o plasma, nonostante le attuali indicazioni da parte delle autorità sanitarie invitino alla cautela a tale riguardo escludendone l’attendibilità, esponendo così i consumatori non solo ad una pratica ingannevole ma anche a consistenti rischi per la loro salute.

Assicurare un elevato grado di fiducia da parte di tutti gli operatori nei confronti delle transazioni online è un elemento strategico necessario al corretto funzionamento dei moderni mercati e dei processi di trasformazione digitale. Per tale motivo la collaborazione da parte delle società titolari delle piattaforme di e-commerce con l’Antitrust è auspicabile per una pronta identificazione dei venditori nonché la rilevazione e il contrasto alle pratiche commerciali abusive, con il duplice obiettivo di sanzionare ed escludere dal mercato i responsabili dell’attuale “sciacallaggio” e rendere i marketplace degli ambienti sicuri in cui sono garantite (e percepite) elevate tutele per i consumatori.


[1] https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2020/4/PS11734

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