AEROSPAZIO

La signora astronauta, sua moglie ex-spia e il conto online

Due donne di carattere, forse troppo, si separano e scatta il primo furto di identità compiuto dallo spazio

La scia del gossip si lascia dietro uno scandalo divampante, un gossip atipico, che per la prima volta varca la soglia dello spazio. Protagoniste della contesa un’astronauta di spicco della NASA e la sua ex coniuge.

Le dinamiche della vicenda poggiano su ardenti questioni di natura familiare e, a suon di accuse reciproche, sono ormai finite in mani giudiziarie.

L’astronauta della NASA Anne McClain è stata più volte accusata da parte della ex coniuge Summer Worden, a marzo e ad agosto del 2019 ,di crimini, effettivamente “spaziali”, in quanto i suddetti sarebbero stati compiuti quando Anne McClain ancora si trovava nello spazio. In virtù di accuse ritenute false dalla controparte, l’offesa ha di tutta risposta accusato la Worden di aver riportato accuse infondate.

Summer Worden, una ex ufficiale dell’intelligence dell’Aeronautica militare che vive in Kansas, è stata nel mezzo di un’aspra disputa sulla separazione e sull’affidamento del figlio per gran parte dell’anno passato. In qualche modo si accorse che la ex coniuge pareva sapere fin troppe cose sulle proprie finanze. Mettendo a frutto il suo background di intelligence, chiese alla sua banca le posizioni dei computer che avevano recentemente avuto accesso al suo conto bancario usando le sue credenziali di accesso. La banca le rispose che si trattava di una rete di computer registrata presso la National Aeronautics and Space Administration.

La ex coniuge della Worden, Anne McClain, è una blasonata astronauta della NASA, per conto della quale svolse una missione di sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Stava per far parte della prima passeggiata lunare per sole donne della NASA quando i problemi domestici della coppia hanno interferito.

L’accusata ha riconosciuto di aver avuto accesso al conto bancario dallo spazio, insistendo attraverso un avvocato che stava semplicemente gestendo le finanze intrecciate della coppia. La signora Worden la pensava diversamente. Ha presentato una denuncia alla Federal Trade Commission mentre la sua famiglia all’Ufficio dell’ispettore generale della NASA, accusando la McClain di furto di identità e accesso improprio ai documenti finanziari privati ​​della signora Worden nel tentativo di ottenere la custodia del giovane figlio di Worden, Briggs. (Gran parte della disputa riguardava infatti anche il figlio della signora Worden, che era nato circa un anno prima che i due si incontrassero. In particolare oppose resistenza alla richiesta della signora McClain di adottare il bambino anche dopo essersi sposati alla fine del 2014.)

Gli investigatori hanno quindi contattato le due controparti, cercando di arrivare al fondo di quella che potrebbe essere la prima accusa di illecito criminale nello spazio.

Le cinque agenzie spaziali coinvolte nella stazione spaziale – dagli Stati Uniti, dalla Russia, dal Giappone, dall’Europa e dal Canada – hanno procedure consolidate per gestire eventuali questioni giurisdizionali che sorgono quando gli astronauti di varie nazioni si trovano in orbita, ma, come afferma Mark Sundahl, direttore del Global Space Law Center della Cleveland State University, non vi sono precedenti accuse di un crimine simile commesso nello spazio.

La signora McClain, tornata sulla Terra, si è sottoposta ad un interrogatorio sotto giuramento con l’ispettore generale. Sostiene che stava semplicemente facendo ciò che aveva sempre fatto, con il permesso della signora Worden, per assicurarsi che le finanze della famiglia fossero in ordine. 

L’accesso alla banca dallo spazio, a detta dell’avvocato di Anne McClain, sarebbe stato un tentativo, ordinario, di assicurarsi che ci fossero fondi sufficienti nel conto della signora Worden per pagare le bollette e prendersi cura del bambino che stavano crescendo. Avrebbe fatto lo stesso durante la relazione, con la piena consapevolezza della signora Worden, continuando a usare la password già usata in precedenza senza aver mai ricevuto delle proibizioni dalla Worden.

All’inizio del 2018, mentre la coppia era ancora sposata, la signora McClain si era rivolta a un tribunale locale nell’area di Houston per chiedere a un giudice di concedere i suoi diritti di genitore condivisi e “il diritto esclusivo di designare la residenza principale del bambino”; secondo i registri non fu possibile raggiungere un accordo condiviso. Ha sostenuto che la signora Worden aveva un carattere turbolento e inadatto e stava prendendo decisioni finanziarie sbagliate.

Più tardi nel 2018, la Worden ha chiesto il divorzio dopo l’accusa di aggressione da parte della coniuge.

Alcuni mesi più tardi, dopo che la signora McClain si era lanciata alla stazione spaziale, la loro disputa ha continuato a intensificarsi. La signora Worden ha reso note le sue accuse e, quando la notizia delle sue preoccupazioni è arrivata alla NASA, i funzionari hanno immediatamente sollevato il problema con la signora McClain, che ha inviato un’email alla signora Worden.

La McClain, nel frattempo, stava guadagnando l’attenzione nazionale per un’altra ragione. La NASA stava promuovendo la prossima passeggiata spaziale per sole donne, con quest’ultima pronta a lavorare fuori dalla stazione spaziale con la sua collega astronauta Christina Koch. Ma all’improvviso pochi giorni prima della passeggiata spaziale, la NASA ha eliminato il ruolo della signora McClain, a quanto pare, per motivi tecnici che nulla hanno a che vedere con questi accadimenti.

Non essendovi prove fondanti, attualmente a rischiare maggiormente è la signora Worden per aver presentato false accuse. Si prevede che farà la sua prima apparizione in tribunale il 13 aprile. Se condannata, potrebbe rischiare fino a cinque anni di carcere e una possibile sanzione massima di 250.000 dollari.

Una cosa è certa… l’autorevolezza della giurisdizione, che non sembra presentare limiti di natura fisica. Come ha affermato infatti Sundahl: “Solo perché è nello spazio non significa che non sia soggetto alla legge”.

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