GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Il paradosso del bombo

Una delle cose più interessanti dell’epidemia di COVID-19 è l'improvviso e in molti casi clamoroso capovolgimento di molti luoghi comuni e di certezze che si davano per scontate prima dell'epidemia

Decenni di narrazione della realtà nazionale ci hanno consegnato l’idea di un paese fondamentalmente duale. Al nord, si diceva, si ritrovava il massimo dell’efficienza, della laboriosità, della competenza. Sopra l’ideale parallelo tracciato dal fiume Po si raccontava esistesse una terra immaginifica dove tutto andava bene, dove non c’erano problemi, dove, per citare un famigerato indice pubblicato annualmente dal più importante quotidiano economico italiano, la qualità di vita era al suo massimo. Questa narrazione ha consentito nel tempo il consolidarsi di un certo modo di pensare regionalistico, che ha avuto la sua estrinsecazione politica in un partito che a un certo punto è persino andato al governo; e persino nell’invenzione di una entità geografica, la Padania, che mai ha fatto la sua comparsa sullo scenario geopolitico italiano. 

A fronte di tanta grazia, la narrazione del Sud Italia era la perfetta antimateria del suo corrispettivo nordista. Si parlava di un territorio gravato da cronica inefficienza, abitato da furbi scansafatiche, incompetenti e poco affidabili. La negatività associata al meridione era tale da generare curiosi stilemi comunicazionali. Anche quando da quel territorio provenissero buone notizie, o per un caso apparentemente curioso ne emergesse qualche esempio di innegabile positività o professionalità, ci si premurava sempre di aggiungere qualcosa del tipo “nonostante tutti i problemi che ci sono, e che rimangono tali”. Come per il suo corrispettivo settentrionale, questa narrazione ha nel tempo  generato un luogo dell’immaginario collettivo caratterizzato da un eterno, se bene inutile, tentativo di riscatto.

Gli ultimi giorni ci mostrano tuttavia che questa tendenza comunicazionale sta conoscendo forse la propria fine. Poche ore fa, una conduttrice di un programma televisivo si è meravigliata del fatto che la regione Campania abbia messo in campo una delle migliori risposte a livello nazionale all’epidemia di coronavirus. La sua uscita ha scatenato, secondo le sue stesse parole, “un putiferio sui Social”, costringendola a scuse in diretta il giorno dopo

E nella giornata di ieri, un diffuso quotidiano, nella persona di una delle sue penne di maggior rilievo, ha evidenziato come la stessa Campania stia facendo un lavoro eccellente nel contenimento del virus, nella generazione di terapie, e nell’evitare che il personale sanitario si infetti. Il sistema di distanziamento sociale funziona in primo luogo grazie alla civiltà ed alla disciplina dei suoi abitanti: non ci sono stati aperitivi irridenti, né passeggiate sfidanti a ripa di mare. In secondo luogo, la Regione Campania ha mostrato in situazione di emergenza una capacità fuori dal comune di comunicare ai propri cittadini la necessità delle misure da prendere, e un assoluto decisionismo nel generare zone rosse efficaci intorno ai comuni di prima diffusione del contagio. In terzo luogo, la stessa Regione ha messo in piedi uno spettacolare piano di emergenza con il quale nello spiazzale dell’Ospedale del Mare a Napoli è in corso di realizzazione un ospedale prefabbricato capace di un paio di centinaia di posti di rianimazione – roba da far sembrare un ambulatorio di provincia quello realizzato in Fiera a Milano.

Insomma, come in un vecchio adagio, il bombo non potrebbe volare a causa della forma e del peso del proprio corpo relativamente alla superficie alare. Ma il bombo non lo sa, e perciò continua a volare.

Lungi dall’essere una sterile polemica, quanto sopra deve indurci a riflettere, ora che ne abbiamo il tempo, su che tipo di società nazionale vogliamo costruire quando usciremo dalle nostre case. Il Paese duale, basato su narrazioni tossiche e contrapposizioni, che è stato raccontato dalla stampa e da attori più o meno interessati, non può più esistere. Mai come in questa emergenza abbiamo riscoperto il valore delle azioni comuni e coordinate, l’importanza della solidarietà, la necessità di nutrire il valore dovunque esso si trovi. 

È un’occasione irripetibile per tutti noi, e dobbiamo sfruttarla a tutti i costi.

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