SPECIALE CORONAVIRUS

Smascherata la truffa delle mascherine

Abbiamo una “centrale acquisti” di Stato (la CONSIP) e un Super Commissario (Arcuri) eppure a salvarci sono la magistratura e la GdF

Il signor Antonino Ieffi è fortunato e deve la sua buona sorte all’isolamento forzato che blocca gli italiani dal proposito di andarlo a prendere a casa e regolare direttamente con lui la faccenda che lo vede protagonista.

Parliamo del tizio appena arrestato dalle fiamme gialle dopo essersi aggiudicato la fornitura di un lotto di 24 milioni di mascherine a seguito di un bando di gara urgente indetto (stavo per scrivere “bandito”, ma mi sembrava tautologico) dalla CONSIP, l’azienda di Stato che provvede a “fare la spesa” per tutta la Pubblica Amministrazione e – in questo delicato momento – ad assicurare l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale di impellente necessità.

Nonostante i rigorosi controlli che sarebbero d’obbligo in certe circostanze (e soprattutto in una fase di estrema fragilità come quella che stiamo vivendo), CONSIP ha aggiudicato alla società “BIOCREA Società Agricola a Responsabilità Limitata” la fornitura in questione. Peccato che l’azienda avesse pendenze con il fisco per oltre 150mila euro e – come poi ha messo in luce il GICO della GdF –fosse una ”scatola vuota”, senza dipendenti, strutture, mezzi e capitali (elementi che non avevano bisogno delle affilate indagini degli specialisti della Finanza). D’altronde era semplicemente un contratto per “soli” 15,8 milioni di euro….

Solo successivamente all’aggiudicazione (probabilmente quando il brillante imprenditore quarantunenne ha cominciato a prospettare difficoltà a far arrivare la merce promessa che doveva essere recapitata entro tre giorni dall’attribuzione della commessa) CONSIP si è accorta che qualcosa non andava e ha provveduto all’esclusione di Biocrea dalla procedura, all’annullamento in autotutela dell’avvenuta aggiudicazione e alla presentazione di una denuncia penale all’Autorità giudiziaria.

Se non sorprende l’inqualificabile azione criminale di Ieffi (gli sciacalli non mancano mai in certi frangenti), lascia di stucco come – forse per la fretta – sia stato possibile affidare una commessa tanto critica ad un interlocutore privo dei più basilari requisiti che chiunque di buon senso avrebbe preteso per una fornitura multimilionaria.

Probabilmente le procedure selettive di CONSIP non funzionano oppure qualcuno non le ha applicate. Gli unici a sapere quel che davvero è successo sono il responsabile del procedimento o la commissione aggiudicatrice

Nel frattempo – quasi si stesse assistendo ad una puntata di una serie televisiva sulla sfacciataggine del crimine – “mister” Ieffi si era già organizzato per superare le difficoltà incontrate dalla “operazione Biocrea”. Il personaggio era pronto a candidarsi in un altro appalto pubblico e a promettere guanti, occhiali e tute protettive, camici ad uso sanitario e soluzioni igienizzanti. Si trattava di una fornitura ad oltre 70 milioni di euro ed era già pronta la “Dental Express  H24 srl” a quanto pare con un socio con precedenti penali e con caratteristiche non dissimili da quelle della Biocrea, ma l’arrivo dei finanzieri ha determinato un cambio di programma….

Sarà per la prossima volta? Speriamo proprio di no.

Tags
Back to top button
Close
Close