SPECIALE CORONAVIRUS

L’Italia positiva, non solo al Coronavirus

Il nostro Paese non è soltanto quello dei “numeri” da Circo, quello delle incredibili performance di certi politici che rilasciano dichiarazioni pubbliche che lasciano esterrefatto chiunque viva sul globo terraqueo

L’Italia è anche quella dei numeri positivi, positivi non al contagio (come le conferenze stampa della Protezione Civile ci hanno abituato a conteggiare) ma per le iniziative che – senza fare rumore – stanno fronteggiando la drammatica emergenza.

Mentre i farneticanti sproloqui di chi ci rappresenta nel mondo diventano “virali” e con l’ilarità che scatenano danno sollievo a chi è costretto a casa, vorrei (e credo tutti vorrebbero) trovasse diffusione anche qualche segnale che caratterizzi la Nazione per quello che davvero è.

Le chiacchiere si sprecano e i progetti più fantasiosi svolazzano nei più deprecabili salotti televisivi (dove c’è persino chi intona “L’eterno riposo” quasi fosse una poesia da recitare in piedi sulla sedia al pranzo di Natale o un ritornello giocoso per l’intrattenimento degli spettatori), ma fortunatamente c’è qualcuno che preferisce dar forma alle idee mettendo a disposizione la propria competenza.

Il lodigiano, dopo l’iniziale individuazione della zona come epicentro del terremoto sanitario, è uscito dall’inquadratura delle telecamere.

Proprio in quell’area, però, non si è perso tempo a fronteggiare la situazione scoprendo una equilibrata ricetta in cui sanità e tecnologia hanno saputo coniugarsi con successo.

A Lodi si è fatta immediatamente largo la pragmatica coscienza della necessità di liberare velocemente posti letto negli ospedali, ben comprendendo che anche gli aspetti logistici e tecnici avevano un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi Covid-19.

La soluzione è stata quella di mettere a disposizione di medici e infermieri una soluzione web per il monitoraggio da remoto dei pazienti, così da scongiurare la saturazione della capacità ricettiva delle strutture ospedaliere.

I pazienti domiciliari, quelli che non sono più nella fase acuta della malattia e possono proficuamente proseguire le cure presso la propria abitazione, sono transitati sotto l’ala protettiva di una precisa forma di assistenza a distanza.

Fortuna vuole che Lodi sia la capitale dello sviluppo software e che vi abbia sede una realtà industriale di spicco internazionale come la Zucchetti, azienda che il suo patron Mino (rara avis, dicevano i latini) ha sempre improntato ad un approccio etico e umano a qualsiasi frangente.

Senza perdere tempo il dottor Massimo Lombardo, Direttore Generale della locale ASST, ha avviato un progetto che ha trovato in Zucchetti il partner ideale.

Gli informatici del colosso lodigiano hanno rapidamente implementato un software specifico per monitorare, anche al di fuori della struttura ospedaliera, i parametri necessari a valutare lo stato di salute del paziente in via di guarigione da COVID-19, come ad esempio la temperatura corporea, saturazione e battito cardiaco.

Nessuna architettura faraonica (spesso realizzata per giustificare costi insussistenti e per aumentare i profitti), nessun megacentro di elaborazione di chissà quali dati. La scommessa è stata vinta dalla semplicità di utilizzo del dispositivo e di raccolta delle informazioni che ha reso il paziente “autonomo” durante il decorso della malattia anche presso la sua abitazione.

Il flusso di comunicazione prevede che i dati possano essere raccolti tramite call center o in automatico grazie alla tecnologia IoT. Due i risultati istantanei: il poter seguire a distanza i pazienti meno gravi e l’essere in grado di intervenire in caso di emergenza grazie a un sistema di alert strutturato.

Il progetto non si ferma qui. L’idea (e la sua realizzazione) prevede che il sistema – una volta a regime – potrà sfruttare a pieno potenti algoritmi di intelligenza artificiale e avrà modo di fare analisi predittive sull’andamento dello stato di salute dei cittadini.

Non sono abituato a scrivere fiabe, ma a volte può capitare di scrivere le prime pagine di storie a lieto fine e questa sembra esserlo davvero.

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