SPECIALE CORONAVIRUS

Oltre il Coronavirus: idee brillanti cercasi

Contro la crisi epidemiologica, vari governi ed Istituzioni stanno lanciando concorsi di idee rivolgendosi a tutti i settori

L’urgenza e le necessità di questo terribile momento ha spinto ogni tipo di organizzazione, incluse le amministrazioni ed autorità pubbliche, a fare dei veri balzi in avanti, ad adottare procedure e comportamenti che come cittadini auspicavamo da lungo tempo: teleworking, smart working, ma anche abilitazione automatica alla professione dei laureati in medicina, assunzioni velocizzate, etc. In altri casi, l’eccezionalità del momento ha invece messo brutalmente a nudo l’impreparazione digitale (leggi: INPS). 

Oltre a questo bisogno di migliorare, diciamo, le routine operative, si sente la necessità di mobilitare le migliori energie intellettuali per portare avanti la frontiera della conoscenza dei rimedi possibili al contagio ed alle sue conseguenze, non solo mediche. Il modo migliore in questi casi, quando non esistono piste esplorate, di fronte all’enormità della sfida o all’urgenza, è fare appello all’inventiva, allo spirito innovativo al sapere che è disponibile nelle nostre collettività scientifiche e non. Si lancia quindi una “competizione per idee”, chiedendo a chiunque di proporne perché la sfida è così vasta ed aperta che le organizzazioni normalmente deputate ad affrontarle, non trovano al loro interno le risposte. 

Questo accade di solito in contesti molto specifici e limitati (e.g. la NASA ogni tanto apre delle competizioni simili) ma oggi contro la crisi del Coronavirus, vari governi ed Istituzioni internazionali stanno lanciando questo tipo di iniziative rivolgendosi a tutti i settori. 

La Germania si è lanciata subito con un appello simile e l’Unione Europea sta contribuendo ad una competizione continentale per il 10-12 Aprile, degli hackatons per trovare soluzioni contro questa crisi globale (#theglobalhack). Lo spazio è particolarmente attivo, a stimolare l’uso di tecnologie collegate al settore, per creare strumenti utili agli operatori pubblici e non solo. Avete letto sicuramente di immagini dallo spazio o del tracciamento di persone per limitare il contagio, ma molto di più è possibile, vista la versatilità, la potenziale pervasività di hardware, software, materiali e tecnologie sviluppate in questo settore avanzato. Qualche esempio, i Galileo & Copernicus Prize Masters contro il Coronavirus (scadenza 30 Giugno) o la competizione dell’ESA/ASI, (scadenza 20 Aprile). 

Vi chiederete: possibile che bisogna dare un premio in denaro per motivare i ricercatori? In verità non è il bonus finanziario che stimola le persone e le entità cui appartengono a partecipare; certo, non dispiacciono quelle migliaia di euro, ma ciò che è più importante in queste competizioni è la visibilità che si ottiene, la possibilità di mettere il proprio lavoro (prodotto, soluzione, etc.) sotto i riflettori di esperti valutatori internazionali, quindi di esporlo a potenziali partner (incluso potenziali clienti ed investitori) per metterne meglio a frutto i risultati. Chi vince, ma anche solo chi partecipa, entra in contatto con i network rilevanti, allarga la propria rete e riafferma le proprie competenze. Auguriamoci siano in tanti dalle università e dagli enti di ricerca italiani, anche dal chiuso di stanze ed istituti, le menti brillanti che accettano di mettersi in gioco.

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