AFFARI & FINANZA

Dining bond, ovvero obbligazioni culinarie per il domani

La chiusura forzata ha portato alcuni ristoratori ad emettere una sorta di obbligazioni, corrispondenti a future consumazioni

La crisi si fa sentire. I decreti del Presidente del Consiglio che si sono susseguiti dal 23 febbraio in poi hanno fermato gran parte delle attività produttive del Bel Paese, e alcuni settori, specialmente quello turistico, sono in ginocchio.
Voli cancellati, hotel chiusi, ristoranti e bar con le saracinesche tirate giù e tante, tantissime persone costrette a restare a casa.

Alcuni locali hanno provato a riconvertirsi: ristoranti e pizzerie tengono aperta solo la cucina, effettuando consegne a domicilio attraverso propri riders, anche appositamente assunti, o avvalendosi dei servizi di consegna pasti già presenti sul mercato italiano, quali Deliveroo, Just Eat, Uber Eats e Glovo.

Da qualche giorno a questa parte qualche ristoratore però si è spinto oltre. Riprendendo un’iniziativa nata negli Stati Uniti, dove è stata creata una piattaforma attraverso la quale si può visualizzare su una cartina di google maps l’elenco dei ristoranti aderenti, l’utente-consumatore può scegliere il locale e provvedere ad acquistare quelle che appaiono come delle gift card a prezzi scontati. Con offerte che differiscono poco una dall’altra, il meccanismo è semplice: si compra adesso il prezzo di una cena che verrà consumata non appena sarà finita l’emergenza da Coronavirus e si potrà di nuovo uscire da casa, scommettendo a basso rischio sul futuro del ristorante prescelto.

Che sia una trattoria o un ristorante stellato poco importa. 
Queste obbligazioni in realtà non differiscono di tanto dai voucher regalo delle cene, le uniche particolarità sono che in questo caso non si conosce anticipatamente la data di utilizzo e che si sostiene il ristorante nelle spese correnti, su tutte le utenze ed i canoni di locazione. Il valore reale del buono-bond è quasi sempre superiore del valore nominale.

A Milano, ad esempio ,lo chef stellato Berton propone di “acquistare oggi una cena per una persona, per poter mangiare domani in due”, comprendente l’aperitivo ed il menù degustazione, così da ridurre l’impatto economico causato dalle necessarie misure di prevenzione adottate.

A Roma, la nota Salumeria Roscioli attraverso la piattaforma Cosaporto mette in vendita “la cena che verrà”, bond da 75 euro del valore di 100, mentre nel quartiere Trastevere Maritozzo Rosso, che procede al motto di #adottaunristorante, permette di acquistare online un voucher del valore di 50 euro per due persone, con uno sconto del 25% sul valore del pasto. A Napoli troviamo il bond solidale di Osteria Partenope, che destina anche parte della spesa all’ospedale di Cotugno; a Torino al bistrot Le Fanfaron i clienti-investitori possono acquistare questi titoli del valore di 50€, al prezzo di 35€ e riscattarli entro 60 giorni dalla riapertura del locale…e così nel giro di pochi giorni sono centinaia, lungo l’intero Stivale, i ristoratori aderenti all’iniziativa.

Lungimiranza? metodo di sopravvivenza? Tra alcuni mesi, si spera, si vedrà.

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