SPECIALE CORONAVIRUS

Ecco la verità: il mandante del Coronavirus è il signor Pigna

Come può il nostro Paese sconfiggere un virus se non riesce a predisporre un modulo che duri più di tre giorni?

Altro che laboratori di guerra batteriologica alla periferia di Wuhan o magari in un pertugio sotterraneo dell’Area 51 americana. Il virus è tutto italiano ed è stato congegnato da un lontano discendente dell’ingegner Paolo Pigna, storico fondatore della più famosa cartiera italiana e imprenditore sui cui quaderni abbiamo fatto le aste e imparato a scrivere.

La scoperta ha radice merceologica e quindi si tratta di mera supposizione, un po’ come avviene in tutti i complotti che si rispettino. Non è quindi detto che sia effettivamente un suo erede, perché potrebbe parimenti trattarsi del parente del titolare di qualche altra azienda del settore. Infatti, a voler cercare chi – in questa aberrante situazione epidemiologica – ci guadagna si fa presto ad individuare un credibile percorso che porti al responsabile.

Esclusi i produttori di detergenti e disinfettanti (tesi troppo scontata per chi ama intrecciare misteri e sospetti), è fondamentale identificare chi può trarre profitto dal perdurare della pandemia.

Il varo del quarto modulo dell’autodichiarazione ha immediatamente diradato ogni dubbio. Il coronavirus è stato voluto dalla grande lobby degli spacciatori di fogli in formato A4, spalleggiati dalla cosca dei fabbricanti di toner…

Per un attimo provo ad immedesimarmi in un vecchietto che faticosamente ha trovato un’anima pia che gli ha stampato le prime tre edizioni del modulo, con cui può azzardarsi ad andare a fare la spesa. Il solerte vicino di casa, opportunamente bardato con mascherina e guanti, suona al campanello dell’anziano che – complice un po’ di sordità e le pile scariche dell’apparecchio acustico – non risponde al telefono.

“Si fermi! Cosa sta facendo?!?!” gli strilla il ragazzo nel vederlo pronto ad uscire “E’ CAMBIATO IL MODULO!”.

L’uomo, che sperava di sentirsi dire che era stato trovato un rimedio, si siede sconsolato e guarda i fogli che ha consumato in questi giorni. Il suo pensiero corre istintivamente a chi abbia voluto questo disastro o ne possa avere tornaconto.

Colpevole di aver letto Kafka in gioventù, il tizio è indeciso se riconoscersi nelle pagine de “Il castello”, “Il processo” o “La Metamorfosi”…

Poi, accantonati i ricordi di quei bei libri, si lascia scappare una amara considerazione. Come può un Paese che non riesce a predisporre un modulo che duri più di tre giorni, riuscire a sconfiggere il COVID-19?

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