SPECIALE CORONAVIRUS

Distanziamento sociale, prima di recarsi nella seconda casa… controllare le opzioni

Il ministro della Sanità firma una ordinanza che limita le attività presso aree di sosta autostradali, parchi e abitazioni secondarie

Nel portale del Ministero della salute, l’ordinanza è annunciata con il Comunicato n. 119 in data 20/3/2020 e ne riassume la giusta ratio in poche righe: “È necessario fare ancora di più per contenere il contagio. Garantire un efficace distanziamento sociale è fondamentale per combattere la diffusione del virus”.

Troppa gente va e viene, corre e salta, beve caffè e mangia cornetti. Da ora nei bar delle stazioni di servizio non si consuma più niente. Si può asportare e consumare fuori dagli esercizi. Ma dentro sono vietate le attività di somministrazione à la carte.

Niente attività ludica e ricreativa all’aperto; quanto alla attività fisica è consentita quella in prossimità della propria abitazione e a distanza di almeno un metro da tutti gli altri attivisti fisici.

Più circostanziata l’ordinanza per i furbetti della doppia abitazione, quella residenziale e quella meno. Per evitare il via vai, poniamo, da Roma a Fregene, il provvedimento del ministro della Salute stabilisce che da ora è vietato spostarsi dall’una all’altra anche in presenza dei dati catastali che accertano la duplice proprietà.

Così stabilisce l’ordinanza: “E’ vietato ogni spostamento verso abitazioni  diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza”. La circonlocuzione evita appositamente la gabbia residenziale e introduce il concetto labile di abitazione principale. Ma la maglia larga è assolutamente comprensibile e condivisibile.

Meno comprensibile è l’arco temporale in cui tale divieto deve essere rispettato, ed è il seguente: “Nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni”.

Nell’uso linguistico corrente, l’utilizzo della congiunzione “o” esprime la possibilità di una opzione: o il giorno prima, oppure quello successivo. Possibilità che l’ordinanza esclude. Nell’uso linguistico dotto, la forma e/o si usa come congiunzione per collegare due alternative, indicando che sono possibili l’una, l’altra o entrambe. Ad esempio, nel caso di un concorso per titoli e/o esami si intende affermare che il concorso può svolgersi in tre diversi modi: con la sola valutazione dei titoli, con la sola prova d’esame o con entrambi i metodi. Ma è evidente che rimane opportuno ricorrere a questa complessa espressione, verosimilmente desunta dal modello anglosassone and/or, solo in caso di consesso altamente qualificata. Perché in un ristorante non si può ordinare fettuccine o scaloppine, sperando che il cameriere le porti tutte e due. Il cameriere italiano, poco  anglosassone, è portato a ritenere che può scegliere tra l’una o l’altra.

Ma tornando all’ordinanza, il senso dell’ordinanza è tipicamente anglosassone al riguardo ed intende asseverare che sono proibiti gli spostamenti verso abitazioni che non siano quelle principali di domenica, di sabato, di venerdì e di lunedì.  E nel caso della prossima festività del primo maggio, che cade di venerdì, il divieto entrerà in vigore di giovedì e proseguirà il sabato e la domenica, finché l’ordinanza sarà o in vigore o in vigore.

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