SPECIALE CORONAVIRUS

In via Mameli a Grosseto il Coronavirus non c’è

L'Acquedotto del Fiora richiede ai suoi utenti la lettura dei contatori dell'acqua, senza considerare l'emergenza e il divieto di spostamenti

Al numero 10 non di Downing Street a Londra, dove siede Boris Johnson, ma di via Goffredo Mameli a Grosseto, il problema del COVID-19 non esiste.

La notizia – se non fosse una goliardica provocazione – sarebbe meravigliosa e tutti correrebbero in pellegrinaggio in un presumibile santuario maremmano magari intitolato alla Madonna della Salute.

Chi, incuriosito dall’incipit di questo articolo, fosse tentato di raggiungere la località e si approntasse a compilare la doverosa “autodichiarazione” per dar luogo al relativo spostamento, non si aspetti di trovarsi dinanzi ad un miracoloso tempio.

A quell’indirizzo si arriva alla sede di Acquedotto del Fiora S.p.A., gestore del servizio idrico di tutta la provincia di Grosseto e di 27 comuni di quella di Siena.

Parliamo in pratica dell’azienda del Gruppo Acea che ha in mano le reti (acquedotti e fognature) e gli impianti (potabilizzatori, depuratori, dissalatori…) di una fetta della Toscana.

E perché proprio lì si avrebbe la sensazione che il coronavirus non esista?

La spiegazione è semplice. Anzi, ad interpretare maliziosamente l’acronimo SMS, parliamo di Spiegazione Molto Semplice.

Alle 9 di ieri mattina (giorno 18 per chi non ha un calendario a portata di mano o – complice lo spaesamento del restare a casa – avesse legittimamente perso la corretta cognizione del tempo), AdF o Acquedotto del Fiora che dir si voglia, ha mandato un SMS alla propria clientela.

Prima che qualcuno mi rimbrotti con un istintivo “E cosa c’è di male?” mi permetto di riportare il testo del breve messaggio…

“Gent. Cliente, la invitiamo a contattare AdF, entro e non oltre il 19/3, al 800887755 o 199114407 (da cell), per comunicare la lettura”.

Chi non trova niente di strano nella munifica concessione di 24 ore (l’ultimatum è per il giorno successivo) per procedere ad una incombenza che poteva essere comodamente sollecitata con anticipo a piacere, è il caso che consideri la particolarità di alcune zone servite dal “Fiora”.

L’entroterra e il litorale grossetano, l’Argentario e l’esteso territorio comunale di Orbetello sono (e non è un mistero) caratterizzati da una infinità di seconde case che proprietari e inquilini hanno probabilmente qualche difficoltà a raggiungere senza incorrere nelle pesanti sanzioni debitamente previste in questo periodo di conclamata emergenza.

Vorrei sapere – e qualche dotto lettore ben ferrato in giurisprudenza potrebbe aiutarmi – se l’SMS in questione può configurare l’istigazione a reato oppure se la coercitiva lettura del contatore può legittimare lo spostamento magari di 200 km (e 200 per tornare).

Mi piacerebbe conoscere anche il genio che ha fatto clic per inviare il messaggio di cui sto parlando e che immagino sia piovuto con sorpresa anche sul telefonino di altri utenti. Già che ci siamo, sarebbe carino anche conoscere chi ne ha armato il dito, perché sento già un piagnucoloso “mi hanno detto di farlo” che lascia supporre una catena di responsabilità.

Mandiamo entrambi a casa, ma non in telelavoro…

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