GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Prima di inoltrare pensa!

Le bufale corrono su WhatsApp ai tempi del Coronavirius

In questi giorni di bombardamenti informativi continui per via del Covid-19 non potevano mancare purtroppo le bufale che hanno colpito e fatto breccia anche in gruppi più tecnici coinvolgendo anche professionisti di vari ambiti. Di seguito vediamone due, il primo:

“Il dipartimento della protezione civile, in collaborazione col governo ha deliberato che il 15 marzo se l’epidemia non è stata contenuta verrá dichiarato il biocontenimento BSL-4. Il più alto che prevede protocolli di contenimento estremamente stringenti. Se l’oms dichiara la pandemia significa che il mondo si fermerà completamente per 21 giorni. Borsa, parlamenti, scuole, aeroporti, treni, uffici, attività commerciali.. tutto. Solo un membro per ogni nucleo famigliare sarà dotato del kit necessario per recarsi ai checkpoint militari approntati per i rifornimenti necessari. Nessun’altra potrà lasciare la quarantena domiciliare, malato o sano, grave o no. Dopo 21 giorni sapremo che il virus è sconfitto ma faremo la conta di un isolamento così rigido. https://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/comunicati-stampa/direttiva-prefetti-lattuazione-dei-controlli-nelle-aree-contenimento-rafforzato”

Come si può vedere dallo screenshot, chi ha elaborato la bufala ha sfruttato la formattazione che offre whatsapp ai testi che corredano i link. Ad uno sguardo rapido e meno attento infatti, il testo della fake news vicino al link del sito ufficiale del ministero fa credere che lo stesso sia parte di quanto contenuto sul collegamento. Chi va a verificare la fonte? Pochi purtroppo… la maggioranza, nella fretta di condividere la notizia, la inoltrano.

Il secondo esempio invece è solo testuale, senza link e chiama in causa la nota agenzia di informazione:

“ANSA – In serata il Governo si prepara a varare il lockdown totale, cioè blocco totale dei movimenti nei comuni, con uscite contingentate soltanto per fare la spesa uno per nucleo familiare o per emergenza sanitaria. Questo decreto chiuderà tutte le attività commerciali e imprenditoriali di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale. Resteranno operative soltanto farmacie, discount ma non nei centri commerciali, forze dell’ordine, VV.FF e ovviamente operatori e presidi sanitari. Si stima che il decreto prevederà la chiusura totale per 15 giorni, prorogabili di altri 15. Per tutte le imprese sarà attivata la cigs a zero ore.”

La seconda è scritta con un’impronta in stile giornalistico, peccato che sia anch’essa una notizia falsa e cercando in rete si può scoprire che si tratta di un ritaglio di un’altra bufala che attribuiva ad una senatrice la nota…

Come difendersi da queste bufale? Innanzitutto partiamo dal principio che le notizie ufficiali vengono rilasciate solo dai canali ufficiali del governo e dei vari enti che si trovano ad operare nell’emergenza. Qualsiasi notizia riceviate, prima di condividerla verificate bene la fonte… se vi accorgete che è una bufala rispondete a chi ve l’ha inoltrata, dicendo che si tratta di una stupidaggine e chiedendo di non inoltrare notizie infondate. Proprio come il coronavirus, anche le fake news hanno il paziente 0 ovvero il primo utente che riceve la bufala dall’autore e poi la inoltra senza valutarla. Non abbiate timore o vergogna di rispondere a chi l’ha scritta chiedendo delle spiegazioni anche banali del tipo: “ma la fonte chi è?” oppure: “sei sicuro che sia una notizia fondata?”. Infine, provate ad incollarla nella barra di ricerca di Google e vedete che risultati vengono offerti. Proprio come l’appello a restare a casa per debellare la diffusione del virus, lanciamo quello per contenere le fake news ovvero: restate calmi e verificate la notizia attraverso il motore di ricerca. Se non siete soddisfatti provate a contattare un conoscente o un amico che si intende dell’argomento. Inoltrare in certi casi può equivalere a sparare… Per riprendere il testo della nota canzone di Fabrizio Moro: “Pensa prima di sparare, pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare, pensa che puoi decidere tu, resta un attimo soltanto, un attimo di più… con la testa fra le mani”, prima di inoltrare PENSA! C’è da aggiungere che tecnicamente è possibile risalire all’autore della nota per cui chi mette in circolo le notizie false rischia di incorrere nella violazione di varie norme penali, a seconda del contenuto della bufala.

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