SPECIALE CORONAVIRUS

Italia? Niet, spasibo!

Il capo del Cremlino impone l’autoisolamento per 14 giorni a tutti coloro che arrivano nella Federazione dall’Italia. Quarantena, spasibo!

Paese che vai, regole che trovi. Le regole della Russia sono “anomale”, ma sono in vigore. Chi proviene dall’Italia, durante il volo, rigira tra le mani un foglio in cirillico che dice tante cose. Dice, soprattutto, che sbarcando all’aeroporto di Sheremetyevo è suggerita a tutti una misura precauzionale “possibilmente per un periodo di 14 giorni” che impone di  non frequentare luoghi affollati“.

La non obbligatorietà dell’autoisolamento è spesso sottolineata dal personale di controllo a Sheremetyevo. Il foglio distribuito in volo non contiene numeri telefonici a cui rivolgersi per ottenere delucidazioni e interpretazione per singoli casi. Così è, per tutti.

La notifica sulla base della quale è stato preparato il promemoria, disponibile solo in russo su richiesta, precisa che è fatto obbligo di “rimanere in casa (regime di autoisolamento) e non andare a lavoro, a scuola, non frequentare negozi, farmacie, luoghi pubblici, luoghi affollati, evitare contatti personali”. Le disposizioni adottate dalle compagnie aeree e dall’autorità aeroportuale del principale scalo moscovita da e per l’Italia  riproduce i divieti introdotti dal decreto 12-UM del 5 marzo del Sindaco di Mosca, Sergej Semenovic Sobjanin, l’uomo più autorevole del firmamento politico russo dopo il Presidente Vladimir Putin e dopo il ministro degli esteri Sergej Lavrov (chi avesse necessità di recarsi nella Federazione Russa può trovare informazioni più dettagliate su https://mosgorzdrav.ru/; per chi ha Telegram  https://t.me/COVID2019official del Centro operativo  della città di Mosca).

Qualche italiano ha pensato che il sistema di controllo russo, così apparentemente delegato alla buona interpretazione e buona volontà del viaggiatore, fosse simile a quello italiano e ha ignorato l’avviso.

Le autorità russe stanno adottando misure sempre più stringenti, a decorrere dal 5 marzo, per coloro che ritornano a Mosca (cittadini russi e residenti) provenendo dall’Italia; i provvedimenti adottati a Mosca  richiedono per ora l’autoisolamento di 14 giorni con facoltà, per le autorità locali, di estendere tale misura, senza preavviso o con scarso preavviso. La decisione sta mettendo in crisi  il movimento turistico dalla Russia all’Italia (quasi 800 mila ingressi /anno) alla vigilia della prima finestra utile per i primi grandi spostamenti feriali, tradizionalmente collocati nella prima settimana di maggio. Gli aeroporti italiani specializzati nei collegamenti con la Russia – come Airiminum, aeroporto internazionale Fellini di Rimini San Marino – sono alle prese con il drastico ridimensionamento dei voli Pobeda; quello di Verona Catullo con i tagli dei voli della compagnia S7. Naturalmente le restrizioni sanitarie colpiscono anche il non meno rilevante flusso dall’Italia alla Russia che ufficialmente consta di 750 mila  ingressi, secondo le fonti ufficiali del Consolato generale sulla base dei visti emessi. L’inasprimento delle regole di ingresso e re-ingresso avviene nel mezzo di una furiosa battaglia per la gestione dei visti, messi a gara dal Consolato generale d’Italia presso la Federazione, oggetto di ricorsi, rinvii e mancata aggiudicazione (tutt’oggi è in vigore la proroga delle attività precedentemente aggiudicate). Le Autorità russe effettuano controlli sul rispetto di tale obbligo e hanno sottolineato sui mezzi di informazione che sono previste pene detentive per chi non osserverà l’obbligo di autoisolamento. Tutti i passeggeri dei voli in arrivo direttamente dall’Italia (ma anche da altri Paesi tra cui Cina, Francia, Spagna e Germania), in qualsiasi aeroporto russo sono sottoposti a controlli della temperatura. In alcuni scali ciò avviene sia a bordo degli aeromobili, sia all’interno dei Terminal. I viaggiatori che presentino anche solo leggeri sintomi influenzali, affetti da raffreddore/tosse, o con poche linee di febbre, vengono trattenuti in osservazione presso l’aeroporto stesso, con difficoltà a comunicare con l’esterno. 

I viaggiatori così identificati in aeroporto vengono poi trasferiti nella maggior parte dei casi, per successivi accertamenti, presso le strutture pubbliche specializzate in malattie infettive, dove è previsto un periodo di osservazione. Ma qui entra in scena una differenza sostanziale con l’Italia: i controlli sanitari (misurazione della temperatura e tampone) su viaggiatori provenienti dall’Italia possono essere effettuati anche una volta giunti presso la struttura alberghiera (o presso la propria abitazione in Russia) che di fatto redige il foglio di permanenza necessario per l’attraversamento dei varchi aeroportuali e di frontiera. Sicché le informazioni che giungono alle autorità addette alla sorveglianza possono prescindere dalla pratica di autocertificazione, essendo le informazioni disponibili centralmente grazie alla convergenza del sistema che collega gli alberghi alle centrali di controllo. Meglio non incappare nei controlli a campione effettuati nelle stazioni e sui treni della metropolitana o lungo le arterie congestionate della città di Mosca. Il tratto che separa la libera circolazione dalla “libera” reclusione non è poi così lungo.

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