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Duello all’ultimo passeggero tra COVID-19 e settore aereo

Le compagnie di linea cominciano ad allacciare le cinture di sicurezza mentre i primi chiari segnali di crisi si materializzano con il collasso di Flybe, notizia di qualche giorno fa.

La compagnia inglese definita il più grosso carrier regionale in Europa, fu fondata nel 1979 e copriva un volume di più di 200 rotte e 8 milioni di passeggeri all’anno. Purtroppo il vettore accusava già segni di incertezza finanziaria prima dell’avvento del COVID-19, che ha provveduto al fatidico colpo di grazia.

Cosa significa l’attuale crisi sanitaria per le compagnie di linea? 

Le leggi di mercato impongono che, con la diminuzione di domanda, chi offre il servizio accuserà conseguenze proporzionali allo stato di “salute” in cui si trova. Questo a detta degli analisti del settore comporterà un periodo di sfida per le compagnie più cagionevoli, con bancarotte in aumento previste nei mesi a venire.

Stando alla storia di questo genere di cose, quando la domanda ritornerà alla normalità, le linee aeree più in salute assorbiranno il “void” lasciato dalle defunte, avviando il nuovo “business as usual”.

Ma la resilienza del vettore non è sempre retaggio esclusivo della situazione finanziaria in cui versa. Un altro determinante fattore ai fini della sopravvivenza “on air” è politico. Ovvero, la volontà di determinate forze politiche di intervenire in soccorso economico verso la specifica compagnia in pericolo o verso la categoria in generale.

Esempi ce ne sono parecchi. Alitalia, ad esempio, non sarebbe sopravvissuta all’ultima – e lunga crisi – se non fosse stato per iniziative partite dal governo italiano (popolari o meno, questa è un’altra storia).  

Simile il caso della cinese Hainan Airlines, passata da una sala di rianimazione a cura del governo regionale, anche se non ancora del tutto fuori pericolo.

Anche Donald Trump, presidente degli Stati Uniti D’America, ha annunciato pochi giorni fa una possibile drastica riduzione di tasse per le compagnie di linea e di crociera, mirata ad aumentare gli anticorpi delle più deboli, grazie al tonico rilievo fiscale.

Importante notare che i pronostici IATA (International Air Transport Association) indicano una perdita totale di 113 miliardi di dollari del settore, mentre ICAO (International Civil Aviation Organization) annuncia una riduzione delle vendite pari a 5 miliardi di dollari nei prossimi 3 mesi, nel caso in cui le attuali proiezioni sul percorso di contagio-e le anticipate conseguenze- dovessero rimanere inalterate.

Mentre il dibattito scientifico-politico sulle possibili ramificazioni future del fenomeno Covid-19 si inasprisce, non si hanno chiare idee sul possibile decorso dell’emergenza, in termini di mortalità e durata, in quanto i numeri su cui si basano i vari approcci statistici appaiono al momento poco affidabili. Intanto Airbus fa notare che i suoi aerei sono equipaggiati di un sistema di filtraggio dell’aria in cabina HEPA che sterilizza senza posa il volume totale del fluido ogni 2/3 minuti: il detto “If it’s Boeing I am not going” continua a guadagnare portanza…

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