IL CALAMAIO ALLA GRIGLIA

CARA AMICA TI SCRIVO, COSÌ NON TI DISTRAI PIÙ

Abitando Internet da prima che il web ne asfaltasse le strade, credo di conoscere benino le dinamiche di questo pianeta.

L’esperimento di INFOSEC è stato avviato con l’obiettivo di realizzare una sorta di atollo di buona informazione e di pacata discussione tra i lettori sui diversi temi. La piattaforma muove i suoi primi passi e timidamente qualcuno si affaccia, curiosa, legge e magari lascia qualche riga a testimonianza della propria opinione.

Per buona abitudine non rispondo mai ai commenti, consapevole che la replica – anche la più garbata – rischia di avere effetti incendiari e di solleticare le più ardenti bramosie dei piromani telematici.

Gironzolando tra gli articoli pubblicati qui sono incappato in uno scambio di frasi (il dialogo è un’altra cosa) che mi ha fatto dispiacere, quasi fosse stato profanato non un tempio ma un semplice salotto in cui si discute e ci si confronta in maniera urbana.

Siccome voglio augurarmi che in futuro i toni si mantengano civili e rispettosi, voglio trasgredire alla mia ferrea ritrosia a rispondere alle provocazioni. 

E così, gentilissima dottoressa Belardo, per Lei voglio fare un’eccezione.

Spiace che lei confonda deliberatamente il termine “giornalista” con quello a suo avviso infamante di “giornalaio” (persona che fa il suo mestiere con tradizionale dignità), credendo magari di colpire o offendere (?) chi scrive cose non di suo gradimento.

Mi permetto di farle osservare che l’auspicata pubblicazione del testo integrale della nota (leggo “mettete tutto il testo della lettera”) era già avvenuta per il rigoroso rispetto delle regole della più elementare correttezza.

Comprendo il suo disappunto e la spiegazione a tanto accanimento nei confronti dello scritto di Sabina Bulgarelli, avvocato e non edicolante come da Lei erroneamente ritenuto, la trovo digitando il suo nome su Google accoppiandolo alla parola “Invitalia”.

Senza fare acrobazie, nonostante mi ritenga umilmente un discreto trapezista del web, apprendo del suo ruolo di “senior project analyst” proprio nella realtà a suo parere ingiustamente aggredita da un “tentativo fazioso di gratuita denigrazione, certamente non utile a nessuno, tranne forse che al giornalaio che l’ha redatto” come Lei stessa ha scritto…

La precisazione l’ho ritenuta d’obbligo, perchè il mio miserrimo ruolo di “direttore editoriale” di questo neonato magazine mi impone di dare la corretta prospettiva alle impressioni che vengono formulate da chi – volontariamente o per mera fatalità – capita sulle nostre pagine…

Dottoressa carissima, non butti alle ortiche i suoi brillanti trascorsi di studio universitario e di impegno accademico adoperando hashtag ed interiezioni da fumetto… Lasci quel #BAH a chi non ha avuto la fortuna di applicarsi sui libri e creda che la tastiera a disposizione sia un mitra con cui falcidiare sui social chi ha opinioni divergenti dalle proprie…

Abbia una serena giornata.

P.S.  Su questo sito, qualora Le fosse sfuggito, è stato dato atto che Invitalia (magari anche grazie all’articolo dell’avvocato Bulgarelli) ha corretto il tiro.

E’ la forza dell’informazione dinamica, quella che permette di assicurare sempre il quadro completo di quel che accade e di quel che cambia. Per sua comodità, Le basta fare clic qui per scoprire cosa ho scritto

P.P.S. Qualcuno ritiene che i contenuti pubblicati su Internet diventino immortali, ma qualche volta il “ripensamento” o il “ravvedimento operoso” di chi si accorge di una leggerezza rimovibile porta il mouse dell’interessato a far clic su “elimina il post” vanificandone l’eterna durata.

Siccome una sicuramente involontaria cancellazione potrebbe rendere incomprensibile la lettura di questo editoriale (e mi dispiacerebbe), qui c’è lo screenshot della pagina web con i commenti che hanno fatto scorrere rapide le mie dita nel digitare queste righe.

Back to top button
Close
Close