SPECIALE CORONAVIRUS

Negazionisti e catastrofisti nella Babele del contagio

20 mila medici in più. Sanità privata in campo. E alberghi riconvertiti. Zone rosse e zone gialle in arrivo: ma quali sono i numeri veri del contagio in atto e quelli presumibili o presunti?

Alla domanda: “A che punto siamo della notte-coronavirus?” ci si imbatte in risposte contraddittorie. Inutile cercare lumi alla Protezione Civile o all’Istituto Superiore di Sanità. Questi sono luoghi ufficiali, dove è in funzione  il registratore di cassa che aggiorna  la contabilità dei decessi  e l’incedere del contagio sul territorio nazionale a colpi di centinaia di casi/giorno. Per saperne di più occorre seguire altre fonti, ad esempio quella della più celebre e celebrata virologa italiana, Ilaria Capua. La quale  però, lo scorso 4 maggio, stimava 200 mila contagi nella sola Italia (La Stampa). Mentre il suo collega Marc Lipsitch, dell’Università di Harvard, non ha remore nel dire che presto potrebbe essere infettata dal 40 al 70% della popolazione della terra (CBS News).  Ascoltando tali autorevoli stime, lo scoramento non trova argine alcuno, mitigato dalla sola speranza che gli illustri scienziati abbiano ragionato male e proiettato peggio. In tal caso, conquistando sul campo un provvedimento disciplinare non inferiore alla radiazione dalla comunità scientifica. Francamente la forchetta che registra 4 mila casi  (ISS-Protezione Civile) oppure 200 mila, nella sola Italia, è tale da lasciare interdetti.

 Chi si pone il problema di andare a vedere come stanno  realmente le cose non ha accesso  facile ad informazioni  autorevoli.  Ma ce n’è una che sulla carta autorevole lo è, e che dispone dei migliori credits possibili; si chiama “Epicentro” ed è curato dall’Istituto Superiore della Sanità. E’ il miglior portale a cui possa rivolgersi un cittadino alle prese con il Coronavirus. Il portale è certificato dall’OMS come membro del Vaccine Safety net e in effetti è uno dei 53 siti web a livello mondiale in grado di informare  e formare gli abitanti del pianeta. Il Vaccine Safety net permette di essere contattato dal pubblico (è democratico), ha un regolamento sul trattamento dei dati sensibili e fornisce informazioni “di qualità in quantità sufficiente” (preso direttamente dal sito).

Ebbene, consultando “Epicentro” troviamo che nella seconda decade di febbraio l’attenzione era posta sulle “malattie cerebro e cardiovascolari” e  sulle “Politiche di promozione dell’attività fisica per il contrasto” di queste ultime.

Il coronavirus è presente, certo. Il 22 febbraio Epicentro comunica che “ i coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS e la SARS”. I simpatici coronavirus “sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie”. Don’t panic, please.

Il 25 febbraio, una più robusta iniezione di informazioni dava conto anche di quanto acclarato il 21 febbraio dall’Istituto superiore di Sanità, che aveva confermato  il primo caso autoctono in Italia risultato positivo all’Ospedale Sacco di Milano.

Forse un portale italiano dell’epidemiologia può osare di più. E se deve dare informazioni di qualità e in qualità abbondante, deve assumersi la responsabilità di… anticipare scelte o quanto meno di seguire da vicino le scelte che accadono nel Paese, con regioni come la Lombardia che rappresenta il più importante epicentro produttivo d’Europa alle prese con la scelta di estendere la zona rossa a tutto il perimetro regionale. Contestando oppure corroborando le affermazioni della virologa Capua, che senza tema di smentita (e di fatto senza smentite) offre numeri astronomicamente lontani da quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, fedelmente riportate dal sito “Epicentro”, sebbene con notevole ritardo. Scusandosi col dire che trattasi di cifre in continuo aggiornamento. Ma davvero?

La forbice che riporta a numeri la comprensione dell’epidemia, dicevamo, è troppo ampia. I 30 articoli di cui si compone il decreto-legge per il potenziamento delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale mostrano  in filigrana una stima intermedia tra i dati ufficiali e quelli ufficiosi.

Se il decreto adotta come prima misura di risposta l’immissione di 20 mila operatori sanitari (tenendo conto della propensione governativa ad intervenire ex- post e non ex- ante, ribadita dall’autorevole esponente del Governo Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali) risulta difficile considerare la stessa misura riferita ai 3.916 casi accertati ufficialmente dal Ministero della Sanità al momento dell’approvazione del decreto legge.

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