GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Le montagne russe della percezione del rischio

Ed eccoci di nuovo sulle montagne russe del ciclo dell’esagerazione[1], o meglio del ciclo dell’esagerazione nella percezione del rischio[2], ed anche questa volta temo che nessuno di noi saprà incamminarsi sulla “salita della consapevolezza” per raggiungere “l’altopiano della serenità”.

Anzi, in questa circostanza stiamo facendo di peggio, grazie ai social media ed una comunicazione ormai al collasso abbiamo innalzato senza controllo il “picco della percezione esagerata”, rendendo ancora più ripida e veloce la discesa verso “l’oblio”. Dimenticheremo anche questo, dimenticheremo come lavarsi bene le mani e passeremo davanti agli scaffali dei supermercati pieni di “Amuchina”, ignorandola.

Riprenderemo però a fare corsi sulla Business Continuity e ad attaccare nei nostri uffici attestati di partecipazione ad eventi sulla Resilienza.

In questi giorni stiamo assistendo ad un vero e proprio collasso mediatico che coinvolge tutti i livelli sociali, e non è questo il contesto in cui riprendere e commentare tutti i comunicati, i post, le dichiarazioni fatte, soprattutto dai soliti improvvisati esperti che, anche in questa occasione, hanno avuto il loro momento di gloria, o presunto tale.
È un forte senso di tristezza, unito ad una grande preoccupazione, quello che ci lascia questa infelice vicenda.

Sono state prodotte così tante informazioni che non abbiamo saputo cosa farne, autorità locali che utilizzavano facebook per avvisare la popolazione mentre allo stesso tempo si intasavano le chat dove queste informazioni venivano messe in discussione dubitandone della veridicità.
Abbiamo chiuso le scuole virtualmente e poi le abbiamo riaperte per poi richiuderle di nuovo; ci siamo tagliati la barba perché ritenuta pericolosa e poi l’abbiamo fatta ricrescere, abbiamo chiuso teatri, ma alle 18 siamo andati a fare l’aperitivo.
Abbiamo guardato oltralpe con ammirazione, criticando le azioni intraprese dal nostro governo per poi, tutti insieme, chiedere a quel paese, a gran voce, le scuse per le offese ricevute in uno spot televisivo. Abbiamo aspettato la pubblicazione di decreti con la stessa ansia che ci accompagnava quando aspettavamo la pubblicazione dei “quadri” con i risultati dell’anno scolastico. Abbiamo dovuto mantenere la distanza uno con l’altro di almeno un metro anzi, meglio due metri, anche se alcuni esperti hanno definito che la misura giusta dovrebbe essere 1,82 mt…
Non siamo potuti andare a vedere la partita di calcio, ma siamo andati in trasferta fuori dall’Italia.

A niente è valso l’appello dell’illuminato preside del liceo scientifico “Alessandro Volta” di Milano, prof. Domenico Squillace, ai suoi studenti[3]: “…usiamo il pensiero razionale per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero”.

L’unica salita della consapevolezza possibile è quella che porta all’altopiano della rassegnazione, quella rassegnazione che ci rende schiavi di un sistema relazionale vincolato ad una fredda piattaforma virtuale dove ognuno si sente libero (?) di esprimere la propria opinione.

Si dice, ma pare che sia una fake news, che in cinese “Rischio” si traduca con due parole: Pericolo ed Opportunità.
Facciamo finta che sia vero, ed iniziamo a pensare a quale opportunità e riflessione possiamo trarre da quanto sta accadendo. Fermiamoci un momento e torniamo ad utilizzare quel pensiero razionale che ci consenta di tornare a comunicare in maniera efficace e strategica.

Scendiamo, una volta per tutte, dalle montagne russe, senza dimenticare le emozioni vissute, e dirigiamoci insieme verso l’altopiano della serenità dove ritrovare il nostro vero tessuto sociale e la nostra vera Umanità.


[1] Il modello Hype Cycle (lett. ciclo dell’esagerazione) è una metodologia sviluppata da Gartner, società di consulenza, ricerca e analisi nel campo dell’IT, per rappresentare graficamente la maturità, l’adozione e l’applicazione di specifiche tecnologie.

[2] G. Mastromattei, “Il ciclo dell’esagerazione nella percezione del rischio” – Securindex.com, Maggio 2017.

[3] https://www.liceovolta.it

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