VIDEOSORVEGLIANZA & INTERCETTAZIONE

Dalla videosorveglianza a Youporn il passo è breve

Nonostante il titolo hot, la storia non è tratta da un romanzo di De Sade o l’anteprima di un cortometraggio (la lunghezza è quella del video, beninteso) di Rocco Siffredi, ma è quanto realmente accaduto a due involontari protagonisti di alcune sequenze incandescenti.
Parliamo di due persone perbene e credetelo, anche se a dirlo e a scriverne è il loro avvocato: un professionista affermato e la sua compagna, “rei” di essersi lasciate andare a qualche effusione di troppo tra gli scaffali di una nota catena di supermercati e ritrovatisi poi in un video divenuto virale sul web.
Tutto ha inizio da un messaggio di una cugina la quale, chiaramente imbarazzata, li avvisa che su whatsapp, circola un video che li ritrae in atteggiamenti compromettenti mentre fanno la spesa. I due, a dir poco increduli, si riconoscono nei fotogrammi e cercando di contestualizzarli, la mente li riporta ad un episodio di ben tre anni prima.
In men che non si dica – parliamo di una manciata di ore – il video diventa virale e finisce su Facebook, Youtube e sulle maggiori testate di gossip, che, in spregio delle regole deontologiche sulla stampa e della normativa in materia di protezione dei dati personali, non si curano neppure di oscurare il volti.
La velocità della rete non dà scampo e, ormai, il gioco è fatto. Al bar del paese non si parla d’altro e per loro l’incubo ha inizio, costringendoli a non uscire neppure di casa, per timore di essere esposti al pubblico dileggio.
A quel punto, decidono di intraprendere le vie legali e sporgere denuncia presso la Polizia Postale. Ma, purtroppo, la cassa di risonanza dei motori di ricerca fa sì che, digitando le parole chiave “sesso al supermercato”, venga indicizzato tra i primi risultati proprio il fotogramma dei loro volti in chiaro.
Come sia potuto uscire un video dall’impianto di videosorveglianza del supermercato, per poi finire sul web, non è ancora dato sapere, ma quel che è certo è che chi doveva attenersi alla legge sulla stampa e al GDPR, non lo ha fatto e per tale motivo, ha dovuto risarcire i danni patiti dai due malcapitati.
Da una parte, le testate online sono responsabili, non essendo ravvisabile l’esimente del diritto di cronaca, né di critica. Non sussiste, infatti, alcun interesse pubblico che possa, in qualche modo, giustificare la pubblicazione dei volti in primo piano, accompagnati dalla didascalia “sesso al supermercato”. E ciò, anche se si fosse trattato di personaggi noti.
Quanto al supermercato, Titolare del trattamento, ai sensi dell’art. 5 GDPR aveva l’obbligo di garantire la sicurezza delle immagini raccolte, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, al fine di proteggere i dati da trattamenti non autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione o dal danno accidentale. La violazione di questa norma ha comportato un data breach, che viene definito dall’art. 4 GDPR, come quella “la violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati”.
La responsabilità del Titolare del trattamento sussiste anche qualora fosse stato incaricato un istituto di vigilanza esterno, inquadrabile nella figura di Responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR. E’ previsto dal Regolamento, fra l’altro, che il responsabile debba garantire che le persone autorizzate al trattamento dei dati personali si siano impegnate alla riservatezza o abbiano un adeguato obbligo legale di riservatezza”.
I protagonisti di questa vicenda hanno ottenuto 160mila euro di risarcimento, ma gli effetti prodotti da una permanenza, anche breve, di contenuti on-line possono rivelarsi devastanti. Basti pensare al numero indefinito di utenti che possono aver scaricato il video e che potrebbero caricarlo nuovamente.
Chi non crede all’eternità, ne trova un terribile assaggio online.

Un commento

  1. ” chi non crede all’eternita’ ne trova un terribile assaggio online” bellissima!… mi permetta di dire :anche chi ci crede.

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