PROTEZIONE & DIFESE

Left of bang, così si previene una minaccia

Quando, anni fa, ho iniziato ad occuparmi di security, uno dei libri che ho apprezzato di più è stato “Left of Bang”. Questo libro mi ha insegnato un metodo, un approccio diverso nel valutare i segnali che si possono cogliere dai comportamenti umani, da ambienti o situazioni che, in un attimo, possono trasformarsi in una vera e propria minaccia. Nasce da una intuizione di James Mattis, Comandante in capo del Corpo dei Marines in Iraq, il quale, compreso che l’utilizzo della tecnologia forniva ai suoi uomini una superiore capacità difensiva, spesso non era sufficiente a garantirne anche l’incolumità. Da questa considerazione nasce la volontà di creare un programma che sviluppasse tecniche per rendere i suoi Marines tatticamente più astuti, formarli per aumentare la loro capacità proattiva nella ricerca delle minacce. In poche parole, Mattis voleva che i suoi Marines fossero i predatori e non più le prede; li voleva appunto “Left of bang”. Il titolo del libro ha un significato ben preciso; stare a destra del “bang” vuol dire reagire dopo che l’evento è accaduto (il bang appunto), dopo che il danno è fatto. Stare a sinistra significa, invece, essere pronto a raccogliere ad elaborare in maniera analitica, tutte quelle informazioni che permettono di identificare una potenziale minaccia prima che si trasformi in danno.

La tecnologia oggi aiuta in maniera esponenziale coloro che sono impegnati nella sicurezza attiva, ma alla base di tutto vi è sempre la capacità dell’uomo di interpretare ed elaborare le informazioni da essa ricevute. Il metodo sviluppato dal capitano Van Horne e dal maggiore Riley (gli autori), è basato sui modelli universali del comportamento umano. Non importa la razza, la religione, la nazionalità, il sesso o l’età, le persone condividono un linguaggio fisico comune che può essere appreso e interpretato da chiunque. Usare questi principi servirà per individuare e distinguere le “pecore” (le persone comuni) dai “lupi travestiti da pecore” (i cattivi). Questa metodologia di identificazione della minaccia e di una reazione proattiva (e non reattiva) si basa sull’insegnamento di quattro diverse tecniche.

La prima consiste nel saper leggere l’ambiente e le persone che si muovono al suo interno; essere in grado di separare le informazioni importanti da quelle che non lo sono, dato che tutto ciò che si vede non è rilevante per identificare una minaccia.

La seconda tecnica mostra come individuare quali siano i segnali importanti e direttamente correlati alla compromissione della sicurezza propria o altrui. Ciò significa essere in grado di cogliere quegli indicatori (evidenti o lievi) che provengono dall’ambiente circostante o dal comportamento delle persone.

La terza tecnica che viene insegnata è la valutazione critica delle informazioni ricevute. Identificare ed eliminare quali informazioni sono meno importanti per concentrarsi su quelle utili.

Infine, la quarta, aiuta a sviluppare l’abilità di prendere una decisione su come intervenire, il che non vuol dire prendere la decisione perfetta, ma la migliore e la più accurata possibile. 

“Left of bang” insomma non è solo per guerrieri in combattimento, è per te che ti trovi in metropolitana o in una zona poco sicura di una città, quando sei in vacanza con la tua famiglia; vuol dire essere vigile, attento a ciò che ti circonda per proteggere te stesso o i tuoi cari.

Grazie al mio lavoro ho avuto la possibilità di testare sul campo gli insegnamenti trasmettendo ai miei collaboratori questa metodologia. Vi posso assicurare che, applicandovi con costanza, diventerete di giorno in giorno sempre più capaci di acquisire una quantità di informazioni inimmaginabili, semplicemente osservando con attenzione.

Vedere, riconoscere e agire, questo è ciò che insegna “Left of Bang”.  

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