RETI & SISTEMI

Banda larga, il curioso caso degli Usa

La banda larga è oramai ritenuta un fattore di cruciale importanza per la competitività delle imprese e la coesione sociale, e tutti gli Stati stanno impegnando ingenti risorse per diffonderla. Ciascun governo ha pianificato gli investimenti per la banda larga sulla base di relazioni fornite da enti nazionali specializzati.

Curioso, per non dire sconcertante, è il caso degli Stati Uniti dove la Commissione Federale per la Comunicazioni (FCC) aveva consegnato al Governo un report in cui si sottostimava a soli 21.3 milioni il numero cittadini americani senza copertura Internet.

Come ogni cosa, il diavolo si insinua nei particolari. Passando in rassegna la nota metodologica dei dati raccolti dall’ente americano, si vede che è stato scelto di valutare l’accesso della popolazione alla banda larga suddividendola in blocchi di 4 mila residenti in media, e considerando servito un intero blocco se anche solo uno dei cittadini in tale blocco avesse avuto accesso alla banda larga.

BroadbandNow si definisce simpaticamente il Kayak per la connessione a Internet. E’ un sito che aiuta i consumatori a cercare e comparare i fornitori dei servizi internet nella propria zona e non ha esitato a smentire totalmente i numeri in possesso della Commissione governativa.

Dopo aver selezionato un campione casuale di circa 12 mila case e appartamenti presenti in aree urbane e rurali, ritenute coperte secondo il report federale, ha scoperto che il 13% di tale campione non risultava effettivamente coperto.

Sulla base di questa constatazione, verificata poi anche dalla stessa FCC, BroadbandNow è giunta a stimare in ben 42.8 milioni il numero di americani senza connessione in banda larga, oltre il doppio della precedente valutazione.

E’ chiaro anche quest’ultima stima non può essere realmente precisa perché basata su un campione e non sulla totalità del paese, ma sicuramente è molto più vicina alla realtà di quella rilasciata dalla FCC.

Per correre ai ripari nell’agosto 2019 il governo degli Stati Uniti ha deciso di chiedere ai fornitori di servizi internet di consegnare una mappa geografica che indicasse puntualmente le aree coperte, mandando dunque in soffitta il vecchio metodo del blocco di utenze.

A dispetto di ciò il presidente della FCC Ajit Pai, forse indispettito dal dover ricevere da enti esterni informazioni fondamentali per la commissione che presiede, si è lanciato in un piano di investimenti da 20.4 miliardi per portare Internet nelle zone rurali basandosi sui vecchi dati a disposizione.

Sarebbe auspicabile che le amministrazioni che gestiscono il nostro denaro lo facessero con senno e sulla base di dati scientifici, ma come dimostra questo caso spesso a prevalere è la superficialità e la semplificazione.

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