AEROSPAZIO

E se il software minaccia la sicurezza spaziale?

Il team consultivo di sicurezza aerospaziale, ASAP (Aerospace Safety Advisory Panel), in una recente dichiarazione ha raccomandato con estrema urgenza che i processi di test del software di Boeing venissero sottoposti ad una attenta revisione a seguito di sconvolgenti scoperte riguardanti vari problemi con il sistema di bordo, che era in funzione durante il lancio del test di attracco della Stazione Spaziale Starliner CST-100 senza equipaggio avvenuto a dicembre.

Starliner in quell’occasione non è mai arrivato alla Stazione Spaziale, come previsto invece durante quel lancio, conseguentemente ad un errore di tempistiche del timer della missione che ha inevitabilmente portato la capsula a bruciare un quantitativo di carburante eccessivo in tempi troppo repentini durante il volo.

Durante l’incontro, avvenuto giovedì 6 febbraio, il gruppo ASAP ha reso noto che durante la missione è stata rilevata una seconda anomalia del software, corretta direttamente mentre la capsula era ancora in volo. Se il problema non fosse stato notato e corretto in tempo, ciò avrebbe irrimediabilmente danneggiato il propulsore e portato ad un “catastrofico guasto del veicolo spaziale”, a detta di Paul Hill, un membro del panel.

Sia Boeing che la NASA stanno attualmente esaminando con cura i problemi che si sono verificati durante la missione di prova. Entrambi i partner hanno anche evidenziato il fatto che il lancio abbia eseguito una serie di test pianificati correttamente nonostante il mancato arrivo alla ISS. Hanno anche sottolineato che l’errore con il timer non avrebbe comportato alcun pericolo per gli astronauti a bordo, errore che invece pare essere stato a tutti gli effetti molto più grave. La correzione del guasto è avvenuta solo due ore prima del rientro della capsula nell’atmosfera terrestre.

Ne è conseguita quindi una richiesta da parte del Panel di una revisione dettagliata dell’ingegneria dei sistemi, dei software e dei test di verifica della Boeing, così da poter valutare se procedere o meno con un altro lancio senza equipaggio, o passare direttamente al volo di prova con equipaggio, che sarebbe stato il passo successivo se tutto fosse andato secondo i piani per il lancio di dicembre.

La Nasa sembra però aver già deciso quale sarà la prossima mossa, ovvero proseguire diritta verso la meta e condurre una “valutazione della sicurezza organizzativa”, come ha riferito il panel, che ha già condotto lo scorso anno per SpaceX, partner commerciale partecipante al programma dell’equipaggio.

Proprio quest’ultima sembra prossima alla meta e avrebbe dichiarato che il punto di domanda sul loro programma non è tanto se faranno partire l’equipaggio, quanto il quando. La visione è molto promettente. Ciò che manca è la definizione del lasso temporale, non l’effettiva certezza sul da farsi.

Secondo un rapporto sul programma dell’equipaggio, pubblicato dal U.S. Government Accountability Office (GAO) questa settimana, SpaceX sarebbe in realtà in anticipo sui tempi per la consegna della capsula Crew Dragon per la prima missione operativa dell’equipaggio).

In merito alle dichiarazioni dell’ASAP nella riunione di giovedì, la Boeing ha ben accolto le raccomandazioni pervenute dalla IRT (team di revisione indipendente guidato congiuntamente dalla Nasa e da Boeing), di cui afferma farà sicuramente buon uso.

Per quanto riguarda l’anomalia del timer, l’IRT ritiene di aver trovato la causa principale e di aver fornito una serie di raccomandazioni e azioni correttive. Starebbe inoltre compiendo progressi significativi nella comprensione delle problematiche coi comandi riscontrati durante la missione progettando ulteriori metodi per rendere il sistema di comunicazione Starliner più solido in vista delle missioni future.

Che questi episodi possano incrinare leggermente le certezze per le prossime missioni? Non ci è dato saperlo. E’ solo fuori di dubbio che queste ultime notizie hanno agitato, e non poco, le acque circostanti.

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