PROTEZIONE & DIFESERISERVATEZZA DEI DATISICUREZZA DIGITALE

Sapete che Facebook è stato hackerato su Twitter?

Se l’account ufficiale di Facebook su Twitter è stato hackerato, è certo che nessuno può ritenersi immune da terribili sorprese.

Venerdì scorso il gruppo saudita di pirati informatici “OurMine”, specializzato in furti di identità e in dimostrazioni plateali di vulnerabilità fresche di scoperta, si è sostituito al colosso di Mark Zuckerberg e ha twittato abusivamente in nome e per conto del social vittima di questo tiro mancino.

Il messaggio rivolto ai tredici milioni e quattrocentomila follower di Facebook ha indirizzato i destinatari del tweet alle pagine web della combriccola di corsari digitali arabi che – temendo che la bravata passasse inosservata – hanno ritenuto di procede alla formale rivendicazione con una email alla redazione di NBC News.

Il tweet truffaldino diceva che “è vero che Facebook è violabile ma almeno la loro sicurezza è un pochino meglio di quella di Twitter” e aggiungeva che chi fosse interessato a protezioni efficaci poteva rivolgersi ai protagonisti dell’incursione per ottenere un supporto qualificato.

La bricconata non è ristagnata a lungo online perché dopo un breve intervallo di tempo gli specialisti di Facebook sono riusciti a riprendere il loro legittimo possesso del profilo e a rimuovere il “cinguettio” abusivamente pubblicato dai malandrini hi-tech. Ad ogni buon conto il “fake-tweet”, o meglio lo “stolen-tweet” (perché era fasullo il testo ma non la fonte rappresentata dal profilo vero di Facebook), è rimasto in Rete per circa un quarto d’ora ossia per una durata interminabile visto il frenetico ritmo di Internet.

I criminali di “Our Mine” si prospettano tra i più vivaci primi attori sul palcoscenico della (in)sicurezza informatica e vantano una serie di aggressioni virtuali. Il 27 gennaio, immediatamente a ridosso della “Super Bowl”, hanno sgraffignato le credenziali della National Football League e di parecchie squadre sulle più diverse piattaforme social: il risultato è facile ad essere immaginato e va detto che tra le vittime c’è stata anche la compagine dei Kansas City Chiefs, vincitrice della tanto ambita competizione vista in tutto il mondo.

Proprio questo team si era affrettato a dichiarare la consapevolezza dell’accaduto e il coinvolgimento degli esperti di cyber security della NFL e dei vari social. Dalla trincea contrapposta si è levata la divertita replica degli hackers di “OurMine” che hanno tenuto a precisare “Non abbiamo cattive intenzioni, ma ci interessano soltanto la sicurezza e la privacy dei vostri account e delle reti che utilizzate”.

Che succede se questi signori cambiano idea e si animano di perfidi propositi?

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